Vedova allegra da cent’anni

Al via domani a Camogli le serate dedicate al Fai, il fondo per l’ambiente italiano

Eliana Biagini

«La Vedova allegra» nel Giardino del principe. Stasera alle 21.30 a Loano, andrà in scena l’operetta di Victor Léon e Léo Stein, musicata nel 1905 dal compositore ungherese Franz Lehàr, di cui è la migliore realizzazione. La serata è organizzata dall'Ospedale Santa Corona, con il patrocinio dell'Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano e l'incasso è destinato all'acquisto di attrezzature per l'Unità Spinale Unipolare di Santa Corona, che hanno lo scopo di ridurre le barriere architettoniche che s'innalzano di fronte ai disabili. La versione proposta de «La Vedova Allegra», che ha voluto rimanere fedele all'impostazione musicale di Lehar, è stata attualizzata l'anno scorso dalla «Compagnia Corrado Abbati», che ne ha curato l'adattamento e la regia, per festeggiare il centenario della nascita di questa operetta, considerata dalla critica un capolavoro. All'autenticità del testo e della realizzazione musicale si coniuga l'intento di divertire, di appassionare e di entusiasmare il pubblico, secondo una concezione che lo stesso Lehár considerava essenziale. Nell'edizione di Abbati, quindi, si possono cogliere tutti gli aspetti gaudiosi, senza interferire nella tecniche rigorose dell'opera, nei cui eventi rappresentati è presente l'intreccio e la sostituzione dei personaggi. La trama è nota: Anna Glavari, giovane vedova del ricchissimo banchiere dell'utopico regno di Potevedro, deve risposarsi, ma con un connazionale, per evitare che il suo capitale venga esportato. Il barone Zeta individua come sposo Danilo, che avendo già avuto con Anna una relazione interrotta, rifiuta e la donna, che lo ama contraccambiata, non lo vuole dimostrare per farlo ingelosire. Un'altra storia d'amore si sviluppa tra Valencienne, moglie di Zeta, e il diplomatico francese Camillo de Rossillon; per non essere scoperti dal barone, durante un incontro, Valencienne viene sostituita da Anna e scoppia uno scandalo, ma l'equivoco viene chiarito da un deus ex machina e Danilo ed Anna, dichiaratisi il loro reciproco amore, si sposano, salvando anche la patria.