La «Vedova allegra» al teatro Smeraldo Cent’anni da favola

L’operetta più amata di Lehàr sul palco di piazza XXV Aprile: la nostalgia della Belle Époque rivisitata in chiave moderna

Valeria Pedemonte

«La vedova allegra» compie cent’anni e li festeggia stasera al Teatro Smeraldo. Una delle operette più note e amate di Franz Lehàr torna con la bella voce di Elena d'Angelo che, con Umberto Scida, ha creato la «Compagnia Italiana di Operette 2003».
Perché 2003? «Semplice - spiegano gli interessati - oggi, dopo oltre cinquant'anni di attività, la “Compagnia Italiana di Operette”, forte dell'esperienza acquisita in tanti anni, si è evoluta, sia costruendo un cast aggiornato ai tempi, sia avvalendosi di una interessante messa in scena, con attenta cura per i costumi. La moderna visione del regista belga Serge Manguette e la direzione d'orchestra di Orlando Pulin, hanno affiatato un gruppo di artisti giovani ma con buone doti».
Primo fra tutti un vero attore comico come Umberto Scida (attore, cantante e ballerino), che ha gia fatto parte di alcuni musical, come Pilato in Jesus Christ Superstar e nel ruolo di Steve in Rent.
Sulla scena, per questa Vedova allegra ci sono quaranta esecutori fra tenori, soprani, coristi e attori. C'è anche un bel corpo di ballo nonché un'orchestra «dal vivo», diretta dal Maestro Pulin.
Quando si parla di operetta non si fa mai menzione dei grandi artisti che l'hanno cantata: a cominciare dal celebre soprano mozartiano Elizabeth Schwarzkopf (con Nicolai Gedda e diretta da Otto Ackermann), Joan Sutherland... Perfino la mitica Adelina Patti volle cantare il ruolo di Anna Glavari, proprio nel suo castello di Craig, davanti ad una platea entusiasta di amici e ammiratori, per arrivare ai nostri Giuseppe di Stefano che, con il suo Tu che m'hai preso il cuor, da Il paese del sorriso di Lehàr, ha entusiasmato l'Europa o con la bella Gianna Galli, indimenticata interprete di Musetta nella Bohème diretta da Karajan alla Scala, ha dato vita in tv e sui palcoscenici italiani ad una serie di titoli operettistici a cominciare da una chicca come La casa delle tre ragazze di... Franz Schubert e - naturalmente a La vedova allegra.
C'è chi arriccia il naso, fra gli intellettuali, quando si parla di questo tipo di spettacolo. I più gentili la definiscono «lirica minore» e confondono l'operetta con l'operina, dimenticando la tradizione ben precisa che contraddistingue questo genere di spettacolo.
In Italia la prima interprete di Anna Glavari fu Anna Vecla che il 7 aprile del 1907, ne fu la prima interprete in Italia al Teatro Dal Verme. Ciò che occorre per interpretare questo ruolo è sì la bellezza fisica, ma anche una voce di bella estensione e timbro, ci vuole anche un'interprete che sappia trovare il giusto gioco fra scena e l'ironia.
Questa sera allo Smeraldo nella Vedova allegra si esibiranno Elena d'Angelo (Anna Glavari), Milena Salardi (Valancienne) Alessandro Dimasi (Danilo), Emil Alekperov (Rosillon). Umberto Scida si è ritagliato il ruolo di Negus.