Vedova di Nassirya: «Minacciata di morte da cellule eversive»

Cortina d’Ampezzo. Ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte sei mesi dopo la morte del marito. La lettera era firmata dalle «cellule eversive rivoluzionarie». Paola Coen Gialli è la vedova del sottotenente Enzo Fregosi, morto nell’attentato a Nassirya nel novembre del 2003 insieme a altri 18 connazionali e nove iracheni. Ospite di un dibattito dedicato alle vittime del terrorismo nell’ambito della rassegna Cortina Incontra a Cortina d’Ampezzo, per la prima volta ha raccontato la sua esperienza. Era il maggio 2004 quando arrivò la lettera. «Nel documento - ha aggiunto Paola Coen - i mittenti facevano riferimento alla religione ebraica di cui sono professante, aggiungendo che mi avrebbero “fatto a pezzi e mandata a far compagnia al mercenario di mio marito”». Subito la Coen denunciò il fatto e fu protetta per sei mesi da una scorta dei carabinieri. Fu anche aperta un’inchiesta durante la quale furono emessi alcuni avvisi di garanzia. Gli indagati sono italiani, ma la vedova del sottotenente Fregosi non ha voluto precisare i loro nomi.