Le «Vedute del Sublime» negli occhi di Sella

Un’arte che esalta il senso d'infinito e l'incommensurabilità della natura di fronte all'uomo. È quella espressa dalle fotografie di Vittorio Sella (Biella, 1859-1943), celebre fotografo d'alta montagna e alpinista, le cui opere resteranno in mostra fino al 10 novembre alla Nepente Art Gallery di Milano: una quarantina di immagini di altissime vette innevate, foto in bianco e nero scattate negli ultimi vent'anni dell’Ottocento.
Due grandi passioni sono alla base della produzione artistica di Vittorio Sella: la fotografia e l'alpinismo. Dal padre Giuseppe Venanzio - industriale laniero e autore del primo trattato teorico-pratico italiano sulla fotografia - Vittorio eredita l'amore per quest'arte, mentre dallo zio, lo statista Quintino Sella, ministro delle finanze e fondatore del Club alpino italiano, acquisisce la passione per la montagna. La rassegna rende omaggio alla sua vastissima produzione artistica, nata a partire dal 1879. Le opere di Vittorio Sella, tipiche dell'epoca romantica, incarnano perfettamente la teoria estetica-filosofica del «sublime», secondo la quale la potenza maestosa e annientatrice della natura genera nell'animo umano un'emozione che affascina pur incutendo terrore. Impervie cime innevate, lande desolate e orizzonti sconfinati, luoghi di una natura aspra e incontaminata, sono i soggetti prediletti dall'artista. Influenzato dal pittore inglese William Turner e dai fotografi americani di fine Ottocento O'Sullivan e Watkins, Sella appartiene ad una precisa tradizione artistica carica di significati storici, estetici ed emotivi. La luce, nelle sue opere, riveste un significato quasi morale e le figure umane, quando presenti, finiscono per confondersi con il paesaggio: piccole macchie nere assorbite dall'immensità dei ghiacciai.
Dal 1880 al 1893 il fotografo-scalatore ritrae entrambi i versanti delle Alpi, nel '82 si aggiudica la prima ascensione invernale del Cervino e poco dopo anche la Punta Dufour (la più alta del Monte Rosa), il Lyskamm e il Monte Bianco dal versante italiano. Ed è proprio su queste vette che la sua arte raggiunge la perfezione formale, rendendo al meglio il silenzio e la potenza dei soggetti rappresentati. Nel 1889, nel '90 e nel '96 Sella intraprende tre spedizioni nel Caucaso centrale che gli procurano i primi riconoscimenti ufficiali: la documentazione riportata e i risultati scientifici ottenuti gli valgono la Croce di Cavaliere dell'ordine di Sant'Anna, conferitagli dallo zar Nicola II, e il premio Murchison della Royal Geographical Society di Londra. Nel 1897 accompagna in Alaska Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, che due anni dopo invita l'artista a partecipare, come fotografo ufficiale, alla spedizione per l'Himalaya del Sikkim. Durante questi viaggi sono nate le suggestive immagini, protagoniste di importanti esposizioni nazionali e internazionali, nonché artefici della fama a livello mondiale dell'artista.
Nepente Art Gallery
via Volta, 15
ingresso gratuito
martedì - sabato 15-19.30