Vegas in Consob, dai conti pubblici alla Borsa

L'attuale viceministro dell'Economia, guardiano delle Finanziarie, sarà il decimo presidente della Commissione. In Parlamento consensi bipartisan. Catricalà va all'Autorità per l'Energia, si apre la corsa alla guida dell'Antitrust

Roma La gestazione è stata un po’ lunga, ma infine le previsioni sono state rispettate: Giuseppe Vegas è stato nominato dal governo presidente della Consob, il decimo nella storia dell’autorità di vigilanza sulla Borsa nata nel 1974. La procedura di nomina prevede un parere non vincolante nelle commissioni parlamentari (la Attività produttive della Camera e la Industria per il Senato), col via libera a maggioranza semplice, e un decreto di nomina da parte del presidente della Repubblica. Il tutto dovrebbe durare qualche settimana. «Conto che Vegas sia presidente entro l’anno», si augura il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Il «pacchetto nomine» non s’è fermato con la Consob, dove è stato indicato anche il commissario Paolo Troiano, ma ha coinvolto anche l’autorità per l’energia. Il prossimo presidente sarà Antonio Catricalà, che attualmente guida l’Antitrust. Al suo fianco, come componenti dell’autorità, Alberto Biancardi, Valeria Termini (moglie dell’economista di sinistra Salvatore Biasco) e Luigi Carbone, capo dipartimento al ministero della Semplificazione. L’uscita di Catricalà, che si prevede rapida per assicurare la funzionalità all’authority ora a ranghi ridottissimi, lascia aperta la questione della successione all’Antitrust. Il presidente uscente sarebbe dovuto rimanere in carica sino al marzo 2012. È possibile, come dice lo stesso Catricalà, che la reggenza passi per un certo tempo al consigliere anziano Antonio Pilati. La nomina compete ai presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini che, per usare un eufemismo, ultimamente non sono del tutto in sintonia.
La nomina di Vegas ha raccolto consensi politici bipartisan per quanto riguarda le qualità personali dell’attuale viceministro dell’Economia, ma anche critiche per il passaggio diretto - definito dal segretario Pd Luigi Bersani «poco elegante» - dal governo a un’autorità di garanzia. Lo stesso Bersani ha tutavia dato atto a Vegas di esere «una persona capace». Vegas, ha aggiunto il senatore Pd Paolo Giaretta, saprà mostrare la sua indipendenza. E del resto, a scorrere la lista dei presidenti Consob, l’obiezione «politica» fa un po’ sorridere. Nell’elenco compaiono Guido Rossi (dopo il mandato divenne senatore della Sinistra indipendente), Franco Piga, senatore Dc e ministro delle partecipazioni statali, Enzo Berlanda, presidente Dc della commissione Finanze della Camera, unanimemente riconosciuto come uno dei migliori presidenti Consob, Tommaso Padoa-Schioppa, ministro del Tesoro con Romano Prodi e Luigi Spaventa, deputato della Sinistra indipendente, ministro del Bilancio nel governo Ciampi.
Dopo una carriera parlamentare incominciata nel ’96, succedendo a Silvano Boroli nelle file dell’allora Forza Italia, Vegas cambia lavoro. Finora guardiano dei conti pubblici durante i passaggi parlamentari delle leggi finanziarie, diventa controllore delle attività delle società e della Borsa. Alla notizia della nomina il viceministro si trovava alla Camera, impegnato sulla legge di stabilità. Con malcelata commozione, ha chiesto scusa ai colleghi per «non aver sempre dato un entusiastico parere a questo o quell’emendamento». Ha raccolto un applauso corale e le congratulazioni di Gianfranco Fini, a cui si sono aggiunte quelle del presidente del Senato, Schifani. «La Consob trova una guida autorevole», commenta il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari.
Fra gli auguri bipartisan anche quelli del presidente della provincia di Roma, il Pd Nicola Zingaretti. Ma sono auguri in qualche modo interessati: «Vegas confermi a Roma la sede della Consob», dice. La questione del trasferimento dell’autorità a Milano sarà una patata bollente nell’agenda del neo presidente, nato quasi sessant’anni fa nel capoluogo lombardo.