Vegas fa il terzo grado alle liste della nuova Bpm Il verdetto è atteso oggi

La Consob fa il «terzo grado» ai leader degli schieramenti in lotta per il controllo della Banca Popolare di Milano. Obiettivo della Commissione è verificare il sospetto «concerto» latente tra alcune delle cinque liste in campo e possibili sindacati di voto. Ieri è stato ascoltato Marcello Messori, ma l’attenzione pare concentrata anche sulla squadra disegnata dall’associazione degli «Amici» con Filippo Annunziata candidato presidente. La decisione dell’Authority, che aveva già preteso una dettagliata documentazione sull’associazione dei dipendenti-soci di Bpm, potrebbe arrivare oggi, previa «sintonizzazione» con Bankitalia. Gli «Amici» hanno intanto proseguito la campagna elettorale, schierando fianco a fianco il dg Enzo Chiesa, candidato a nuovo capo azienda, e Andrea Bonomi. «Casa nostra la mettiamo a posto noi, da soli», ha attaccato Chiesa con riferimento ai piani di Matteo Arpe: «Noi siamo un po’ in disordine, ma la nostra è una casa di vetro». «Qui c’è una chiara guerra di indipendenza», ha rimarcato Bonomi (Bpm è esposta verso la galassia Investindustrial per 64 milioni). Sull’assemblea di sabato (11mila i soci attesi) pende però la minaccia dell’esposto di Piero Lonardi (soci esterni) a Bankitalia per lamentare la disparità del confronto visto che Bpm gli ha negato l’accesso al libro soci e ottenuto ieri per mano del Tribunale e fuori tempo massimo. La Consob sta peraltro ragionando sia su questo aspetto sia sulla risposta ricevuta del cda sul nodo delle carriere pilotate dalla fedeltà sindacale.