Il veglione senza alcol fa infuriare gli esercenti

Il Capodanno «sobrio» fa infuriare gli esercenti, che si sono riuniti ieri a Roma per chiedere di rivedere la legge 160/2007 che prevede il divieto di somministrare alcolici dalle 2 alle 6 di notte tra Capodanno e carnevale nei 30mila locali che in Italia fanno intrattenimento. Il direttore generale Fipe, Edi Sommariva, e il presidente Silb, Renato Giacchetto, parlano di «legge iniqua». «Nel nostro paese - dice Sommariva - ci sono le leggi più restrittive ma anche, insieme alla Spagna, il maggior numero di incidenti». Le due sigle hanno inviato una lettera ai ministri competenti con la richiesta di sospendere il provvedimento almeno per Capodanno, anche perché, fa notare Sommariva, «le prenotazioni che normalmente in questo periodo sono quasi complete hanno rallentato». «Sarà il primo veglione proibizionista», sottolinea Giacchetto. I gestori propongono la «pratica del guidatore designato». «Faremo a nostre spese il test a chi esce dalla discoteca e offriremo ingressi e consumazioni non alcoliche a chi è sotto i limiti», promettono.