Vela, Luna Rossa vola in finale

Oracle fa le valigie, sconfitto il sindacato americano con un buadget da 160 milioni di dollari. Bertelli esulta: &quot;<strong><a href="/a.pic1?ID=179448" target="_blank">Orgoglioso di aver messo ko gli Usa</a></strong>&quot;. Desafio recupera su New Zealand (4-2)

Valencia - «La Luna ha spento le stelle». È lo striscione che all’ingresso del porto accoglie Luna Rossa dopo il definitivo cinque a uno nella semifinale Louis Vuitton. Ieri la barca italiana ha giustiziato Bmw Oracle, vantaggio finale trentatré secondi. La regata è stata una semplice formalità. Come fare la coda alla Posta per pagare l’Ici. Una rottura di scatole. Quasi un fastidio. Tutti sapevano, da una parte e dall’altra, ma pochi si azzardavano davvero a dirlo. La scaramanzia dei marinai, quella che ti fa mettere una mutanda «vincente» a tutte le regate, oppure una maglietta ben sudata. I segni di nervosismo degli americani, ormai sicuri di andare al sacrificio, erano chiari fin dalla vigilia. Prima hanno smontato la barca due per tentare una sostituzione della chiglia, quando era tutto pronto hanno cambiato idea. Così hanno tentato cambiando gli uomini. Hanno messo a terra il timoniere, skipper e amministratore della sfida, Chris Dickson. In piena disfatta gli è arrivata anche la punizione - lui dice di aver deciso da solo per il meglio della squadra - di veder salire il timoniere-allenatore Sten Mohr al suo posto con la promozione di Gavin Brady a skipper. Ovviamente non è servito.

Quello di Bmw Oracle è il peggiore risultato in Coppa America di una squadra a stelle e strisce. Sono sempre stati in Coppa: l’ultima volta quando America Cubed battè il Moro di Venezia per cinque a uno; o almento nelle finali delle selezioni sfidanti. Nel 2000 Luna rossa aveva sconfitto America One di Paul Cayard per cinque a quattro. Nel 2003 Oracle Bmw aveva perso contro Alinghi per cinque a uno. Stavolta, invece, a restare in gara sono tre sindacati europei e un neozelandese. La cosa più sorprendente di ieri è la vittoria di Desafio contro Emirates Team New Zealand, che porta il conto sul quattro a due e riaccende speranze chiuse. L’incontro difficile doveva essere quello toccato in sorte a Luna Rossa, e invece l’avversario che Emirates si è scelto è più coriaceo di quel che sembra. Dunque bravi gli spagnoli che hanno usato al meglio la domenica di pubblico felice, ma questo è il sintomo di una debolezza neozelandese che ha subito un poco in partenza, e ha regatato sempre a ridosso della barca avversaria senza avere mai lo sprint per entrare in corsia di sorpasso. Se si fa due più due, si può dire che Luna Rossa nel gioco delle statistiche è più forte della barca neozelandese, ma diciamolo sottovoce... che non senta nessuno.

L’eroe positivo del giorno è Francesco de Angelis, dinoccolato, elegante, con il timore di dire, di fare. Scettico perfino qualche volta. Tessitore di un team che ha saputo creare una barca veloce e che la sa usare al meglio. Al momento il cambiamento espresso da Luna Rossa rispetto alla campagna del 2003 è di per sé la vittoria migliore. La finale delle selezioni si può perdere, non ci si poteva proprio fermare adesso. Francesco ha saputo fare scelte dolorose sul piano personale, come cedere il timone a James Spithill, e ha saputo costruire una squadra diversa. Lui lo spiega: «Sono in questo gioco da tempo, ho imparato come qualche volta si possano fare le cose complicate da soli. Ho voluto avere obiettivi semplici e decisi. Adesso andiamo avanti con i nostri schemi. La barca non regata bene se non funziona tutto il team».

Eroe negativo è Lawrence Joseph Ellison detto Larry: per la seconda volta la Coppa è una guerra che non sa combattere. Quattro anni fa ha firmato da Challenger of Record con Alinghi un protocollo che ha portato a queste semifinali che gli sono costate una brutta figura. Adesso torna a casa con decine di vele nuove, bulbi, navi e navette. Si dice che il vero budget della sua campagna sia stato di almeno 160 milioni di euro, forse più. Troppo per perdere cinque a uno.