Vela, Soldini dice addio al trimarano: ora regate in Class 40

Milano - Meno giorni da passare in cantiere a studiare tutti i minimi dettagli, molti più giorni da trascorrere in mare a fare ciò che gli piace davvero: navigare. Per questo Giovanni Soldini ha abbandonato i 60 piedi del trimarano al quale ha dedicato gli ultimi 5 anni per passare alla Class 40 «alla ricerca di valori andati persi», sempre con Telecom-Progetto Italia. Nata da un anno e mezzo con un regolamento ben preciso, la Class 40 «è la classe dove bisogna stare, dove c'è il massimo di competizione».

E in un mondo come quello della vela dove «le barche si stanno complicando e i budget stanno esplodendo», Soldini ha deciso di «tornare a misurarsi con un progetto più piccolo, meno estremo ma molto più puro in cui si pensa solo a navigare e andare forte». Il regolamento della nuova classe, infatti, riduce parte dell'impatto della tecnologia, vieta l'uso di alcuni materiali come titanio e carbonio e di chiglie e alberi basculanti, limita rigorosamente peso e dimensioni delle barche e di fatto aumenta l'importanza dell'uomo sul mezzo. Ne sono venuti fuori 40 piedi «veloci e affidabili che navigano molto vicini e che limitano il delirio di ricerca della performance».

«C'è stata un'accelerazione pazzesca - spiega il velista milanese - con budget che crescono alla ricerca del minimo dettaglio che ti possa dare un pò di velocità in più. Ma quando passi 200 giorni in cantiere e 50 a navigare qualche domanda te la poni. La Class 40 cambia strada e rompe le catene, si mette al centro il valore del marinaio e questa filosofia con al centro le persone, riducendo il budget, mi piace molto». Per questo, Soldini considera «molto interessante» il progetto di giro del mondo in solitaria su monotipi di 55 piedi che potrebbe essere realizzato nel 2009. Prima, però, si dedicherà al suo nuovo 40 piedi progettato da Guillaume Verdier che il cantiere francese di Lorient dovrebbe consegnarli entro la metà di agosto, in tempo per partecipare alla Transat Jacques Vabre di novembre, per poi affrontare l'anno prossimo The Transat in solitario e la Quebec-Saint Malo in equipaggio.

Sono queste le tre regate che interessano a Soldini, visto che la Coppa America non sembra coinvolgerlo più di tanto: «La seguirò - spiega - ma è un mondo un pò diverso dal mio, vicino e distante. Io sono un tuttologo, per me andare in barca vuol dire saper fare un pò di tutto mentre in Coppa America sono supertecnici e specializzati. E poi io navigo per 20 giorni, loro per due ore».