Vela, torna Azzurra e vince la Vuitton Cup

L'imbarcazione dello Yacht Club Costa Smeralda si è aggiudicata il successo finale nel Louis Vuitton Trophy battendo Emirates Team New Zealand nei due match-race finali. In classifica finale la barca italiana si è imposta davanti ad Emirates Team New Zealand, Synergy e Team Origin. Solo sesta Bmw Oracle Racing<br />

Nizza - La grande vela è ancora Azzurra. A quasi trent'anni dal primo exploit delle famose vele 'gonfiate' dall'Aga Khan e da Gianni Agnelli torna alla ribalta quella barca, che un anno dopo i Mondiali di Spagna, rifece sognare una nazione intera. Come allora, quando i risultati raggiunti da Cino Ricci e i suoi erano impensabili, anche questa volta l'Azzurra dell'era moderna ha sovvertito ogni pronostico battendo la fortissima e titolata Emirates Team New Zealand, aggiudicandosi il Louis Vuitton Trophy nelle acque francesi.

Un successo certo non annunciato, ma che, alla luce della solidità dimostrata dall'equipaggio italiano nel corso di tutta la manifestazione, risulta netto e meritato. Vero protagonista della competizione confermatosi ottimo interprete delle timide brezze mediterranee, Francesco Bruni, brillantemente assistito da un pozzetto in forma smagliante - Tommaso Chieffi il tattico - e da un equipaggio reattivo e mai in affanno. Bruni ha tenuto in mano le redini del doppio duello sin dalle battute iniziali, chiudendo con metodica precisione ogni possibile via di rimonta al team di Dean Barker.

Quello realizzato nelle acque francesi é stato soprattutto un successo di squadra perché in un evento come il Louis Vuitton Trophy, dove si regata con barche pressoché identiche, a fare la differenza sono unicamente le capacità tecnico-tattiche.

Battuti 2-0, i kiwi, dominatori del girone di qualificazione prima, e di una bellissima semifinale contro Synergy poi, non sono riusciti a confermare il successo di Auckland e hanno accettato il verdetto del campo con grande sportività, riconoscendo al team dello Yacht Club Costa Smeralda un'eccellente visione del campo di regata.

Davvero un ritorno in grande stile, quindi, per Azzurra, nome che gli italiani hanno imparato a conoscere nel lontano 1983, epoca della prima sfida tricolore alla Coppa America. Un nome e un logo mai dimenticati, rispolverati dal commodoro Riccardo Bonadeo e dal presidente del team Giovanni Maspero con un tempismo a dir poco perfetto. In nome di un sogno in grado di tenere desta un'Italia reduce dalla sbornia dei Mondiali di calcio 1982, quelli vinti grazie ai gol di Paolo Rossi e dalla tragedia che, proprio quell'anno, strappò ai tifosi della Ferrari l'amatissimo Gilles Villeneuve. Accanto al calcio e alla Formula 1, amori istituzionali del Bel Paese, si fece largo una barca colorata come il cielo, che fin dal nome richiamava a sé quello spirito d'unità nazionale che aveva fatto grande, da sempre, l'Italia dello sport. Una barca fortemente voluta da S.A. l'Aga Khan e da Gianni Agnelli e che, in quella leggendaria e indimenticabile prima volta di un equipaggio italiano in Coppa America, ottenne risultati inimmaginabili grazie a uno spirito di squadra cementato dall'entusiasmo e dall'ambizione.

Uno spirito capace di portare il gruppo dei velisti di Azzurra, capeggiati dallo scaltro skipper Cino Ricci e dal timoniere Mauro Pelaschier, con una struttura organizzativa all'avanguardia affidata a Gianfranco Alberini, Luca Cordero di Montezemolo e Riccardo Bonadeo e sostenuta da ben 17 aziende, ad un passo dalla conquista della Coppa America. Ma quella di oggi é un'altra bella storia destinata forse a far sognare ancora gli appassionati della vela e non solo.