Vela, Venezia conquistata dai catamarani

Parte oggi la "iShares Cup 2009", con Bmw Oracle a guidare un gruppo di 10 multiscafi da 40 metri tra le strettorie della laguna. E la vera sorpresa è stata la sfilata in mezzo ai vaporetti

Brividi nel Bacino di San Marco. Se l'intento dell'«iShares Cup 2009» era quello di coinvolgere anche il pubblico italiano dei non velisti, le regate di prova svoltesi ieri pomeriggio ci sono riuscite perfettamente. L'arrivo dei 10 team in gara ha letteralmente accerchiato i vaporetti della laguna veneziana, mettendo faccia a faccia campioni della vela e turisti di passaggio. Smentendo le previsioni meteorologiche, la prima edizione italiana si è infatti aperta sotto un sole abbacinante che ha letteralmente mandato in estasi skipper ed organizzatori, decisi a trasformare la scenografica tappa della Serenissima in un appuntamento fisso anche per le prossime stagioni. La lunga passeggiata che da piazza San Marco conduce a Riva dei Sette Martiri offre una panoramica unica sulla competizione, che si svolge nel cuore pulsante della città e unisce la spettacolarità degli agili catamarani da 40 piedi alla meraviglia della cornice architettonica veneziana.
In attesa del debutto ufficiale sono stati tre i test condotti, utili soprattutto per sondare un circuito insolito anche per professionisti di lunga esperienza. Il più sorprendente è stato il velocissimo catamarano «Oman Sail's Masirah» di Pete Cumming (Gbr), giunto per primo davanti a tutti, ma insidiato dall'altra squadra portacolori del ricco sultanato arabo, cioè l'«Oman Sail's Renaissance» di Loick Peyron (Fra). Successi quindi per «Gitana Extreme-Goupe LCF», «Rothschild» e «Groupama». A bocca asciutta invece i grandi favoriti della prima tappa della Coppa: l'ex timoniere di Luna Rossa James Spithill, al comando di «Bmw Oracle», così come la due volte iridata olimpionica Shirley Robertson, alla guida di «iShares (Ue)». Il primo si è detto «inaspettatamente sorpreso per le difficili condizioni delle acque veneziane, attraversate da numerose correnti e assai più agitate di quanto l'insenatura naturale lasci presagire. In realtà due ottime condizioni per stimolare l'agonismo dei concorrenti, dimostratisi tutti in grado di portare a casa il successo nella regata, ma soprattutto un test di livello in vista della prossima America's Cup». Dal canto suo la Robertson ha paventato «una certa difficoltà nel contenere lo slancio dei catamarani rispetto alla strettoia di Riva dei Sette Martiri, rivelatasi però affascinante proprio per la sua particolare conformazione».