Veleni Croci, Montalbetti & C. e il laboratorio contro il Pm10

C’è il consigliere comunale della lista Milano Civica, nonché coordinatore dei comitati cittadini, Carlo Montalbettti e quello dei Verdi Enrico Fedrighini. Il papà dell’Ecopass, l’ex assessore alla mobilità Edoardo Croci allontanato dalla giunta ad ottobre scorso, l’ex vicepresidente della Regione Lombardia, ora presidente del Cobat, consorzio nazionale batterie esauste, Giancarlo Morandi. Oltre ad un comitato scientifico con uno staff di medici, tra cui il pediatra Alessandro Fiocchi, Luigi Allegra, pneumolgo e docente all’Università Statale e il direttore dell’unità di epidemiologia ambientale all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Paolo Crosignani. Infine un architetto paesaggista, tedesco di nascita ma italiano ormai da vent’anni, Andreas Kipar, direttore della Land srl (società che opera nei servizi e nella progettazione dell’ambiente).
Eccola l’ultima misura antismog: un laboratorio civico - e apartitico - di sostenibilità urbana per promuovere la conoscenza dell’ambiente e formulare proposte per il suo miglioramento, con un nome che pare un grido di speranza, «Milano respira».
«Sarà una data da ricordare» promette Croci al momento della presentazione ufficiale del nuovo gruppo di lavoro per combattere l’inquinamento ieri a Palazzo Marino. Fa un primo bilancio della strategia messa in campo dal Comune per contrastare l’emergenza di questi giorni che è stata carente e tardiva. Nelle modalità e nei tempi. E rilancia con una proposta, anzi due. Primo: il rafforzamento di Ecopass «mantenendo in modo permanente la tariffazione per i veicoli Euro 4 diesel senza filtro (e merci Euro 5) che sono responsabili del 21% delle emissioni di Pm10 allo scarico». Misura che secondo i promotori del laboratorio, consentirebbe di stabilizzare la riduzione di 5mila veicoli al giorno in ingresso area ticket, con una diminuzione di emissioni allo scarico dell’8%. In prospettiva, secondo l’ex assessore, Ecopass «dovrebbe evolversi verso un sistema di congestion charge, allargato a tutti i veicoli, con esclusione di quelli strettamente ecologici». Secondo: per quanto riguarda il traffico commerciale, il gruppo ha proposto di istituire una «low emission zone» in corrispondenza delle tangenziali con un pedaggio di 11 euro per i mezzi pesanti. Un provvedimento da estendere a livello provinciale: «consentirebbe di generare risorse da reinvestire nella mobilità sostenibile superiori ai 10 milioni di euro annui», dicono i promotori. Mentre per il centro, andrebbero uniformati gli orari di carico e scarico merci con quelli di circolazione usando le telecamere Ecopass. Così come si dovrebbero creare delle piattaforme logistiche con veicoli elettrici per il trasporto merci nell’area dei Bastioni. Intanto oggi, l’Osservatorio di Milano presenterà il blocco del centro di sabato per spegnere le telecamere contro «la grande rapina dell’Ecopass»