Veleni elettorali: quando i colpi bassi ti fanno morire. Dal ridere

Van Buren? "È una donna travestita". Douglas? "Bacia le pantofole". Jefferson? "È l’anticristo".
Nessun candidato alla Casa Bianca è sfuggito agli insulti dei nemici. Uno più comico dell’altro. <a href="/a.pic1?ID=297648" target="_blank"><strong>Ci mancava soltanto Castro: &quot;Bravo Obama, io tifo per te&quot;</strong></a>

Anticristo È un padre fondatore degli Stati Uniti, il suo volto è scolpito sul Monte Rushmore ma «da quando sono alla Casa Bianca sono diventato la sputacchiera di tutti». Thomas Jefferson, terzo presidente degli Usa, per aver vietato l’importazione degli schiavi e per avere avuto (forse) un’amante di colore fu accusato dai nemici di essere nientemeno che l’Anticristo in persona. Poi gli americani ne trovarono un altro. Linda Blair...
Bigamo La mamma? «Una prostituta». Il papà? «Uno sporco mulatto». Lui? «Un trovatello analfabeta». Anche con il generale Andrew Jackson, presidente numero sette, furono gentili tutti. Per aver sposato una donna divorziata, Rachel, scrissero addirittura fosse bigamo. Invece, pensa te, era solo presbite.
Criminale Per tentare di colpire Bush al cuore l’Associazione afroamericani realizzò uno spot, protagonista il figlio della vittima, che mostrava l’omicidio da parte di un gruppo di razzisti del nero James Byrd, condito dai dettagli più splatter. Perché Bush l’anno prima aveva firmato una legge speciale che aboliva i crimini contro le minoranze. Nero su bianco...
Drogato Tossico, spinellato, cocainomane. Eroinomane no, ma solo perché non gli piaceva lo spacciatore. Tutte accuse contro Barack Obama. Ma la cosa più stupefacente è chi gliele ha buttate addosso: Obama stesso nell’autobiografia Sogni da mio padre. Oddio, che si facesse di acidi pure papà?
Extra coniugale Al candidato democratico Gary Hart fu fatale una tipa di nome Donna Rice. Lui sfidò i giornalisti: «Provate che ho un’amante». Meglio se stava zitto. Jennifer Fitzgerald, segretaria fin troppo particolare di George Bush, invece non lasciò traccia. E le confessioni di Gennifer Flowers su Bill Clinton furono disinnescate da Hillary: «Il nostro matrimonio non è perfetto, ma resto con Bill perché so quello che abbiamo superato insieme. E se non vi basta non votatelo». Fu decisiva per la Casa Bianca. Mica come il marito...
Fuori di testa Franklin Delano Roosevelt, vincitore della Seconda guerra mondiale, fu accusato di essere un pazzo lunatico. Dicevano addirittura che i suoi collaboratori avessero messo sbarre di ferro alle finestre della Casa Bianca per impedirgli di suicidarsi in un raptus di follia. Per difendersi dall'accusa di avere avuto problemi psichiatrici, firmata da Bush padre, Michael Dukakis invece fu costretto a rendere pubbliche le sue cartelle cliniche. Anche se non si ricordava più perché le aveva chieste...
Gigione Sempre Dukakis volendo recuperare posizioni cercò di ironizzare su se stesso: «Dicono che manco di passione, ma la cosa mi lascia freddo. Dicono che sono arrogante, ma sono superiore a queste insinuazioni. Dicono che sono un patito delle cifre ma sono solo il 50% degli elettori sostenerlo». Simpatico. La cosa che fa più ridere però è che gli americani pensavano lo dicesse sul serio.
Handicappato Un maestro dei colpi bassi, Carl Rove, braccio destro di Bush, mise in giro la voce che John McCain fosse andato fuori di cervello durante la prigionia in Vietnam e che nello Sri Lanka avesse avuto un figlio illegittimo. Non era vero ma uscì dalle Primarie senza lamentarsi. Non era proprio il caso di perdere la testa per così poco...
Islamico «Riceve donazioni dal Consiglio dei musulmani d’America vicini a gruppi come Hamas e li chiama cari amici nella sua corrispondenza». Rick Lazio giocò decisamente sporco contro Hillary Clinton nella corsa per il Senato di New York. Hillary però fu micidiale: stese Lazio con un imprevedibile «Forza Roma!».
Ladro Al clamoroso rovescio di John Kerry alle ultime elezioni contribuirono pesantemente un gruppo di suo commilitoni che lo accusarono di aver barato su alcune azioni di guerra in Cambogia e di aver rubato le medaglia al valore conquistate al fronte. I sondaggi si capovolsero. Come dire, il rovescio della medaglia.
Manesco Grover Cleveland, ventiduesimo presidente, perse le elezioni del 1888 perché non riuscì a smentire la voce messa in giro dai repubblicani di essere un tipo violento che picchiava la moglie. Fu rieletto nel 1892. Con un colpo di mano.
Nazista
Del quacchero Herbert Hoover, il presidente del venerdì nero della Borsa di Wall street, si disse avesse fatto eliminare tutti i testimoni a conoscenza delle sue simpatie per i tedeschi. Si trattava di scegliere: o la Borsa o la vita.
Omosessuale Per screditare il rivale Steve Forbes il repubblicano Bob Dole fece commissionare migliaia di telefonate tra gli integralisti religiosi dove si sosteneva che Forbes fosse favorevole all’aborto e ai gay in divisa. Poi però, denunciato, se la prese: «Vedere Forbes denunciare campagne sporche dopo i livelli a cui è giunto lui è come vedere un macellaio accusare gli altri di crudeltà».
Papista Stephen Douglas, uno dei più spettacolari senatori della storia americana, perse le elezioni con Abramo Lincoln nel 1860: non gli giovò la voce messa in giro dalla stampa che avesse baciato la pantofola del papa. E così gli fecero le scarpe.
Renitente Durante le elezioni del 2000 il Washington Post accusò George W. Bush di aver approfittato delle amicizie di papà per evitare il Vietnam imboscandosi nella più comoda Guardia nazionale. La cosa veramente drammatica è che l’accusa era assolutamente vera...
Schiavista Di George Washington, oltre a dipingerlo come stupido e ladro, raccontarono che offrisse agli ospiti della tenuta di Mt Vernon le sue bellissime schiave. Il primo presidente ne fu così amareggiato da decidere di abbandonare la vita pubblica. Si sentiva ormai schiavo dei pregiudizi.
Travestito Martin Van Buren, ottavo presidente, il primo nato negli Usa, fu accusato nientemeno che da Davy Crockett, da cui lo divideva un profondo sentimento di amore e odio, di «profumarsi abbondantemente come una sgualdrina» e di indossare di nascosto corsetti da donna. Certo se poi andiamo a vedere che cavolo di cappello si metteva in testa lui...
Ubriacone Di Theodore Roosevelt, il più giovane presidente della storia e premio Nobel per la pace, scrissero fosse un ubriacone e un tossicodipendente e che la combinazione di alcol e droga lo avesse fatto impazzire. Invece soffriva d’asma. Certe accuse però, diceva, mi lasciano proprio senza fiato...
Vecchietto Walter Mondale impostò la sua campagna elettorale sulla differenza di età (17 anni) che lo divideva da Ronald Reagan. E il 73enne Ronnie nel dibattito tv disinnescò la trappola con una battuta che fece storia: «Non intendo certo sfruttare per fini politici la gioventù e l’inesperienza del mio avversario... ».
Zulu Abramo Lincoln fu accusato di avere sangue negro «come uno zulu» e di essere figlio illegittimo, giurarono poi che la moglie lo tradisse e che il figlio ventenne fosse un profittatore che aveva fatto i milioni speculando sulla guerra. Ma Abramo non lo sacrificò alla causa: si chiamava Robert mica Isacco.