Le velenose esigenze della politica

No, Milano non meritava la macchia di questa veglia all’aperto, con la colonnina di mercurio che scende sotto lo zero e uomini che si proteggono soltanto con qualche coperta, quasi fosse una città ostile ai forestieri e senza cuore. Ma questa macchia è artificiale, creata ad arte da una politica cinica che usa anche la sofferenza altrui a fini di propaganda e che cerca di fare del caso di via Lecco un esempio di contro-Natale, un’esercitazione ideologica. In via Lecco, da circa due mesi, circa duecento extracomunitari avevano occupato abusivamente un intero stabile. Extracomunitari regolari, che avevano ottenuto lo status di rifugiati, ma che nel nostro Paese hanno dimostrato l’impazienza e l’energia che non erano riusciti a dispiegare nella terra d’origine. Volevano un alloggio, se lo sono presi, incuranti delle leggi e delle difficoltà che gli organismi istituzionali incontrano per procurare un alloggio a tutti coloro che ne fanno richiesta. Hanno avuto subito la solidarietà pelosa di certi estremisti che stanno sempre dalla parte di chi vuole tutto e subito, e magari contro la legge. Una città come Milano, come qualsiasi altra città di questo Stato che vuol essere di diritto, non può tollerare occupazioni abusive; questo Paese, inoltre, con una certa difficoltà cerca di far fronte al problema dei suoi cittadini sfrattati, è comprensibile che le stesse difficoltà le incontri quando deve far fronte al bisogno di case dei rifugiati. Ed è per questo che lo sgombero dello stabile abusivamente occupato in via Lecco non è stato deciso subito, magari soltanto per dare un segnale forte di rispetto della legge e dell’ordine. La legalità innanzitutto, ma anche solidarietà e umanità, comprensione per le necessità di chi ci chiede aiuto. Lo sgombero è stato effettuato, quindi, soltanto ieri, quando si sono potute prospettare soluzioni alternative: donne e bambini in case vere e proprie, gli uomini nei container prefabbricati. Trentadue etiopi hanno accolto in un primo momento la proposta, poi sono tornati sulla loro decisione e hanno fatto fronte comune con gli irriducibili, i quali preferiscono dormire in strada. Per fare apparire in una veste odiosa, col sollecito suggerimento di estremisti interessati, la città e lo Stato che li hanno accolti. Rifiutando una sistemazione provvisoria – si badi bene, provvisoria – che migliaia e migliaia di italiani, anche in tempi recenti, hanno accettato quando alluvioni e terremoti hanno distrutto le loro case. Ma la politica ha le sue esigenze, talvolta velenose.