Il veliero fantasma ha un proprietario Ma non si sa perché l’ha abbandonato

È un imprenditore francese. Sostiene di aver ormeggiato la barca in porto

Vito Fiori

da Porto Rotondo (Olbia)

Mistero, giallo internazionale, immigrati clandestini e trafficanti di armi o di droga. C’era di tutto e di più nella storia del veliero ritrovato alcuni giorni fa nelle acque di Punta Volpe. Ieri, l’intricata vicenda si è sciolta come neve al sole. È bastata una telefonata dalla Francia per risolvere il caso. A farla, Frank Rouayroux, imprenditore francese, proprietario dell’imbarcazione, che ha chiamato la marina di Porto Rotondo.
Era stato informato dal precedente proprietario del Bel’Amica su quanto accadeva. Rouayroux sostiene di averlo ormeggiato a neanche un miglio dalla costa. Stando al suo racconto, sarebbe rientrato in Francia con la moglie per sbrigare una questione urgente. Pensava di tornare a settembre e riprendersi l’imbarcazione. Ma le cose sono andate diversamente, e adesso l’uomo deve rientrare per fornire tutte le spiegazioni necessarie. Sul Bel’Amica non c’erano documenti, né le bandiere di provenienza (quella del Lussemburgo, dov’era stata registrata per evitare di pagare le tasse) e del Paese ospitante. Ancora: dovrà chiarire quale ragione lo ha spinto a cancellare i dati del Gps, lo strumento che registra le rotte seguite. E poi l’assenza del nome della barca, le luci spente e l’omessa custodia. Contestazioni che costeranno care a Rouayroux. Il quale, probabilmente, ha preferito la rada piuttosto che un ormeggio in porto. Che sia stata un soluzione paradossale per non pagare la tassa Soru? Visto il periodo, ormai, tutto è possibile. L’imprenditore ha raccontato del suo giro nel Mediterraneo, della sosta in Tunisia, di un’altra in Spagna. Con lui e la moglie, c’erano il comandante e un marinaio. Anche loro costretti a fare i bagagli in tutta fretta per tornare in Francia. Il problema vero, forse, è stata la mancata comunicazione tra gli investigatori. La Guardia costiera seguiva delle piste mentre la polizia ne percorreva altre. Ora la storia è chiusa, per tutti. Per le sanzioni a Rouayroux c’è tempo. Qualcuno gli avrebbe intimato di presentarsi entro sabato in Capitaneria. Un azzardo, considerando che non ci sono provvedimenti penali. Per il momento le comunicazioni con il Commissariato avvengono via email. Il solo modo, utilizzabile pure come dichiarazioni ufficiali, per risolvere la partita quanto prima.