Velisti in gara da tredici Paesi

Circa trecento giovani da tutto il mondo hanno iniziato a sfidarsi a partire da ieri in dieci prove di abilità marinara a Genova, nell'ambito dell'Atlantic Challenge 2006, che per la prima volta sbarca nel Mare Mediterraneo.
Per una settimana, gli aspiranti uomini di mare, provenienti da tredici paesi, tra cui l'Indonesia, che partecipa per la prima volta, si cimenteranno in regate di vela, gimcane a remi, prove di trasporto e sbarco di persone e merci.
In competizione ci sono sedici equipaggi che in alcune prove si mescolano tra di loro, secondo lo spirito che anima la manifestazione, volta a riunire e aggregare ragazzi e ragazze di ogni parte del mondo all'insegna della passione per il mare e le sue tradizioni.
Le imbarcazioni impiegate sono fedeli riproduzioni dell' antica «Yole di Bantry», una scialuppa francese del XVIII secolo lunga poco più di 11 metri, rinvenuta in Irlanda, armata sia a remi sia a vela. Le scialuppe scese in mare a Genova sono state costruite interamente in legno da laboratori dei tredici paesi partecipanti. Per l'Italia gareggia «Creuza de mà», costruita a Genova.
Oggi i futuri uomini di mare si sono sfidati nell'Esprit, una regata a remi e a vela, con prove di evoluzioni a remi con e senza timone, in cui gli equipaggi ad un certo punto si mescolano. Oggi sono in programma il Rowing, regata in linea a remi di due miglia, e una gara di abilità di navigazione ancora a remi.
La manifestazione, che si svolge ogni due anni, è promossa dallo Yacht Club Italiano e sostenuta dalla Fiera di Genova, dalla Croce Rossa Italia, che ha messo a disposizione 18 tende in cui i partecipanti vivono per tutta la settimana, e Progetto Italia, la società del Gruppo Telecom che sviluppa iniziative legate tra l'altro allo sport. Un appuntamento di grande importanza e rilievo non solo agonistico ma soprattutti per i contenuti.