Veltri adesso «sequestra» Travaglio

Altro che L’odore dei soldi, qui c’è puzza di querela. Specie ora che Elio Veltri ha chiesto il sequestro «in via d’urgenza» al tribunale di Roma della nuova edizione del libro omonimo scritto proprio da Veltri assieme a Marco Travaglio, riveduta e corretta dal grillo parlante di casa ad Annozero in sincronia col ciclone Spatuzza. Iniziativa necessaria - spiega il coautore della prima versione - perché questa pubblicazione «non è mai stata da me autorizzata. Ne sono venuto a conoscenza casualmente». Veltri aveva già inviato una diffida a non pubblicare alla Editori Riuniti-Aringoli, disattesa. Altra minaccia di denuncia s’era aggiunta quando sul Fatto Quotidiano diretto da Padellaro erano comparsi ampi stralci dell’opera. Adesso siamo al «fermate le tipografie». Travaglio intanto prova a sfilarsi dalla contesa: «È una faccenda tra Veltri e l’editore».