Veltroni, come annunciato L’opposizione spera: «Forse ora lascerà Roma»

Zingaretti: «Nel Lazio al voto in 350mila» Giro poco convinto: «Dati bim-bum-bam»

Centomila. No, centosessantamila. Alla fine trecentomila. Anzi, 350mila. Parola di Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria regionale del Pd, a proposito della partecipazione nel Lazio al voto di ieri per il leader e la costituente del nuovo partito del centrosinistra. Un dato, quello laziale, che come quello nazionale si è impennato sospettosamente nelle ultime ore, lasciando più di un dubbio tra gli osservatori esterni. Come Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia, che ha parlato di «primarie bim bum bam, per i colpi di scena che ci stanno offrendo sul termine, un milione e mezzo alle 17 e tre milioni alle 20».
Sospetti o meno, atteniamoci ai dati forniti dall’ufficio tecnico organizzativo del Pd. Che parlano di 350mila votanti, 200mila dei quali a Roma città e gli altri sparsi tra la provincia di Roma e le altre province. Le proiezioni segnalano (ma c’era bisogno?) un Veltroni netto vincitore con una percentuale che sfiora il 75 per cento. Dietro la Bindi, Letta e, molto distanziati Gawronski e Adinolfi.
Veltroni ha beneficiato, tra gli altri, anche del voto del consigliere comunale di An Luca Malcotti, che ha seguito una sua perversa logica nel recarsi alle urne a Marino. «Ho vinto la mia istintiva ripugnanza - racconta - e ho votato per Walter Veltroni nella speranza che, eletto segretario del Partito Democratico, si dimetta da sindaco di Roma. È stata dura, ma l’ho fatto per il bene della città. Sicuramente è pesato sia il voto, sia l’euro, ma se Veltroni si dimetterà da Sindaco saranno soldi spesi bene».
A contrassegnare le operazioni di voto di ieri, qualche episodio spiacevole, come quello che ha avuto come protagonista il leader radicale Marco Pannella, che ieri a bordo di un taxi si è trovato ad attraversare piazza Santi Apostoli. Inutilmente, perché tutto lo spazio davanti alla sede dell’Ulivo era transennato. «Ma non potete chiudere la piazza in questo modo! Come si fa a passare?», ha urlato Pannella che, sceso dall’auto, si è aggrappato alle transenne tra gli sguardi dei presenti. Poi Pannella si è arreso: il suo taxi ha messo la retromarcia e ha cercato un’altra strada. A fare le spese della piazza «off limits» è stata anche una coppia di sposi con invitati al seguito. Le transenne di ferro che bloccavano l’accesso a Santi Apostoli non si sono aperte nemmeno per far passare un’auto d’epoca affittata per la cerimonia. Alla fine però la coppia ha avuto la meglio ed è riuscita a fare il suo ingresso nella chiesa «blindata».
Curiosità ha destato invece la bandiera di Alleanza nazionale che ha sventolato per tutto il giorno all’ultimo piano del palazzo che ospita la sede dell’Ulivo. «Ma chi ce l’ha messa quella lì ?», la domanda di alcuni curiosi. «La proprietaria del palazzo - hanno risposto i volontari del Pd - è una marchesa. Ma ormai siamo abituati, lei la espone sempre in tutte le nostre grandi occasioni. Lo fa apposta...».