Veltroni «arruola» i poliziotti romeni

Cultura, cinema e spettacolo in cambio di tutori dell’ordine romeni e rimpatrio di migliaia di immigrati. Questa la ricetta del sindaco Veltroni per risolvere il problema rom sancita da due protocolli d’intesa, uno con Bucarest, l’altro con tre città da cui arriva l’80 per cento dell’immigrazione romena, Craiova, Calarasi e Turnu Severin. Da una parte il Campidoglio esporterà Notte Bianca e Festa del cinema, dall’altra importerà poliziotti romeni e tenterà di far rientrare «volontariamente» a casa migliaia di nomadi.
Evidentemente il sindaco ritiene i vigili urbani non più in grado di garantire la sicurezza nei troppi campi rom della Capitale. Proprio per questo tra un paio di settimane arriverà a Roma un gruppo di agenti della polizia romena per «vigilare sui campi nomadi insieme con i vigili urbani romani - parole del sindaco -. La polizia ci servirà in termini di know how». Come potranno coordinarsi con le forze dell’ordine nostrane, cosa succederà in caso di incidenti o risse, se saranno armati o meno, non è dato sapere. Teoricamente non avranno compiti diretti di sorveglianza ma dovranno solo fornire elementi di conoscenza sugli abitanti dei campi, come lavoreranno praticamente, invece, resta un mistero.
Secondo punto dell’accordo un non meglio precisato «rimpatrio volontario» di immigrati romeni. Partirà il prossimo primo gennaio il progetto che dovrebbe consentire a mille di loro di fare ritorno nel paese di origine. L’idea è quella di favorire lo sviluppo economico delle località da cui provengono gli immigrati per spingerli a rientrare in patria. Come funzioni, anche qui, è tutt’altro che chiaro. Innanzitutto perché dal 2008 tra Italia e Romania le frontiere non esisteranno più, perciò chi vuole tornare all’Est potrà farlo senza problemi. Poi perché, secondo lo stesso Veltroni, «è chiaro che quando avremo offerto una prospettiva di rientro potremo anche essere “ruvidi” di fronte a chi vuole poi tornare a Roma». E, ancora una volta, cosa ci sia di «volontario» in questo non si capisce. Ma il buonismo veltroniano colpisce ancora e rende semplice l’impossibile: «Vogliamo dar vita a delle partnership - ha detto Veltroni - grazie anche ai fondi europei, per dare la possibilità alla gente di tornare nel suo paese. Basti pensare che a Bucarest c’è una domanda di 200mila unità di forza lavoro. Noi possiamo formare, ad esempio, elettricisti, sapendo che questi potranno contare su un lavoro».
In cambio il sindaco ha impegnato Roma a offrire il meglio della sua politica di lustrini. Bucarest sarà così inserita nel circuito di città europee che aderiscono alla Notte bianca, otterrà una copia della colonna Traiana e potrà vantarsi di vedere una mostra sui Daci ai mercati Traianei il prossimo anno. Sarà poi costruito nella capitale romena un centro di accoglienza per minori che torneranno nel loro paese. Le due città si sono impegnate nel promuovere «la realizzazione di mostre, tournée di gruppi teatrali, di musica e danza e ad appoggiare gli scambi di giovani».