Veltroni balla il valzer delle compensazioni

Tutta da giocare la partita delle municipalizzate

Michela Giachetta

La squadra del Veltroni bis è fatta. Dopo gli assessorati, il sindaco ha ufficializzato anche le 11 deleghe. Non senza malumori, inevitabili quando si vuol far convivere sotto lo stesso tetto esperienze politiche diverse. In molti casi le deleghe sono conferme della precedente consiliatura. In due casi si tratta di mansioni ampliate: Ileana Argentin (Ds) oltre all’Handicap, si occuperà pure dell’attuazione della legge 626 (salute e sicurezza del lavoro), Fabrizio Panecaldo (Lista Civica) di Parcheggi ma anche di Sosta. A Sandro Portelli (Prc) rimane la Memoria, mentre a Monica Cirinnà (Ulivo) i Diritti degli animali. Nicola Galloro (Ds) continuerà a occuparsi dell’Emergenza abitativa. A Gianni Rivera è stato nuovamente affidato lo Sport, a Franca Eckert Coen (Lista civica) la Multietnicità e multiculturalità e a Tano Grasso la lotta all’Usura. Le novità riguardano soprattutto i Moderati per Veltroni, che nei giorni passati, a più riprese, avevano reso noto il loro malumore per essere stati tagliati fuori dalla Giunta. A loro, per inevitabile compensazione, Veltroni affida due deleghe: a Claudio Santini la Sicurezza e ad Alberto Michelini i Rapporti istituzionali con i Governi dei Paesi africani. L’altra new entry è Giobbe Covatta, il più votato dei Verdi, che si occuperà di Solidarietà e di cooperazione internazionale.
Ma i problemi di Veltroni rimangono. Nunzio D’Erme, esponente di Action, rimasto fuori dal consiglio comunale, ora chiede al sindaco una delega-contentino. Qualche mal di pancia anche in Rifondazione, che pensava di poter dire la sua su Pacs e famiglia ma non è stata accontentata. E i mal di pancia, si sa, sono contagiosi. Ecco quindi che Stefano Pedica, responsabile segreteria politica dell’Italia dei Valori, manifesta insoddisfazione per l’esclusione del suo partito dalla squadra di governo cittadino: «Siamo consapevoli - dichiara Pedica - di aver contribuito alla vittoria e per questo chiediamo al sindaco di garantire una rappresentanza autorevole anche all’Idv. Riteniamo, quindi, opportuno avanzare la nomina del nostro consigliere Mauro De Bosi a presidente del consiglio comunale, una richiesta che crediamo rappresenti una corretta rivendicazione politica per il rispetto del nostro elettorato». Ma per i Moderati Di Veltroni, quella è una partita già chiusa. «La presidenza spetta a noi - dichiara Mirko Coratti, esponente di quel partito -. Bisogna solo decidere il nome. Certo, avere un presidente di 33 anni (la sua età, ndr) sarebbe un investimento per tutta l’amministrazione. Senza nulla togliere, però, a Gianfranco Zambelli», altro candidato a quel ruolo, appartenente allo stesso schieramento. «Quello che conta, però - aggiunge Coratti - è che i nostri 57mila elettori abbiamo una giusta rappresentanza».
All’interno del centrosinistra le partite non sembrano affatto chiuse. «Sarebbe molto importante che fosse una donna a presiedere il consiglio comunale - dichiara la Argentin -. Le quote rosa non hanno senso, preferirei che la rappresentanza di genere fosse garantita come riconoscimento del ruolo delle donne». La delegata è una delle cinque donne che siederanno nell’aula Giulio Cesare. «Tutte le elette - aggiunge - hanno le capacità per sedere nello scranno più alto dell’Aula». Consiglio comunale escluso, a Veltroni, per accontentare tutti ed evitare ulteriori recriminazioni, rimangono da assegnare le presidenze delle commissioni e gli incarichi nelle aziende municipalizzate. E lì la battaglia è aperta.