Veltroni censura i romani scontenti

La responsabilità della scarsa qualità del trasporto pubblico capitolino? Di Atac, Metro e Trambus per l’83,6 per cento dei romani. Direttamente del sindaco Walter Veltroni per il 72,8 per cento. La città è sporca? Colpa dell’Ama per il 93 per cento degli intervistati, del primo cittadino per il 76,1 per cento. Dati significativi ma che finora «erano stati occultati dal Campidoglio perché Veltroni teme la verità come le streghe temono l’aglio», ironizza il senatore di An Andrea Augello commentando la relazione sulla «qualità dei servizi pubblici locali nel Comune di Roma» presentata ieri dallo stesso Augello assieme ai consiglieri comunali di An, Luca Malcotti, Federico Guidi ed Enrico Cavallari. Una presentazione tardiva e anomala: l’indagine infatti era stata commissionata a una società esterna, la Databank, ormai quasi due anni fa (maggio 2005) dall’Agenzia comunale per il controllo e la qualità dei servizi pubblici, presieduta da Bernardo Pizzetti. Dopo averla realizzata (tra il 30 maggio e il 3 luglio 2005 su un campione di 4013 persone), la Databank ha riconsegnato la ricerca all’Agenzia ricevendo per il lavoro svolto 50mila euro. Ma lo studio è rimasto nel cassetto perché da esso «emerge un giudizio largamente negativo sui servizi da parte dei romani - spiega Malcotti -: sono riuscito a ottenerlo solo chiedendo i verbali dei cda dell’Agenzia e appellandomi alla legge sulla trasparenza. Per mesi, prima delle elezioni amministrative del 2006, abbiamo chiesto di conoscere l’esito dell’indagine ma l’Agenzia ha preferito non pubblicarli per il veto del sindaco. Ne siamo venuti in possesso solo dopo il voto di maggio e prima di diffonderla abbiamo pazientemente atteso la Relazione annuale sperando che fosse l’occasione per presentare questi dati». Speranza vana perché, lo scorso 14 marzo, nella relazione di Pizzetti la IV indagine è ancora assente.
I motivi per cui il dossier era considerato top secret dal Campidoglio sono facilmente intuibili: il 56,6 per cento degli intervistati dà «meno della sufficienza» alla pulizia delle strade e dei marciapiedi, il 48,3 per cento alla raccolta differenziata dei rifiuti, il 47,6 per cento al tpl e il 43 per cento alla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Catastrofica la percezione dei trasporti di superficie, dove il 65,1 per cento del campione esprime parere negativo sulla comodità alle fermate e il 61,2 per cento sulla frequenza del controllo dei biglietti. Per quanto riguarda la metropolitana, la sicurezza è insufficiente per il 55,1 per cento e il comfort delle vetture per il 65,4 per cento degli intervistati. «Il giudizio complessivo sulla mobilità - continua Malcotti - è negativo per un romano su due». Note dolenti anche sul fronte dell’igiene ambientale: il giudizio è «significatamente negativo» sulla pulizia dei cassonetti e zone circostanti per il 47,6 per cento del campione e sulla frequenza di spezzamento e pulizia delle strade per il 52,5 per cento. Chiusura affidata ad Augello: «Si tratta di un occultamento di cui qualcuno si dovrà assumere la responsabilità politica e che ha impedito il dibattito sulla qualità della fiscalità locale». Quindi l’annuncio: «Sabato mattina - conclude Augello - a partire dalle 11 saremo a largo Goldoni per una manifestazione che sarà la culla di quei comitati di obiezione fiscale che non vogliono istigare alla rivolta ma rendere i contribuenti maggiormente consapevoli dei propri diritti». In serata anche il commissario romano di Forza Italia, Francesco Giro, ha chiesto la formazione di una «commissione d’inchiesta interna all’amministrazione».