Veltroni chiede: « Non vendete»

Un luogo della memoria, che conserva il ricordo degli undici partigiani fucilati dai nazisti il 2 febbraio del 1944. Tra loro anche due giornalisti, Enzo Malatesta e Carlo Merli, «finiti» da un ufficiale tedesco con un colpo alla nuca. Ma in base al decreto del ministero della Difesa datato 28 febbraio 2005, l’ex Forte Bravetta è un immobile non più utile a fini istituzionali, quindi a pieno titolo nella lista delle possibili dismissioni. Una «forte preoccupazione» ha spinto il sindaco Walter Veltroni a scrivere una lettera ai ministri Antonio Martino e Domenico Siniscalco, chiedendo «gentilmente di verificare la possibilità di sostituire nell’elenco allegato al decreto il Forte Bravetta con un altro immobile che non abbia lo stesso significato storico». Una richiesta anche dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e del presidente del Municipio XVI, Fabio Bellini. «L’ex Forte Bravetta è uno dei luoghi simbolo della Resistenza romana - continua Veltroni - lì fu fucilato, tra gli altri, don Giuseppe Morosini».