Veltroni? Ci ha preso gusto a fare il sindaco

Massimo Malpica

Ecumenismo e frecciatine, sorrisi e insolite battute al vetriolo. Walter Veltroni sceglie una cornice adatta alla sua fama di «gourmet politico» e presenta il suo programma all’ultimo piano della Città del gusto. Trentasei pagine, sintetizzate in trenta punti. Si va dalla limatura dell’Ici alla «delocalizzazione» dei campi nomadi, passando per la chiusura alle auto del centro storico.
Ma il sindaco sostenuto dalla lista del leader di Action Nunzio D’Erme non dice parola sulle okkupazioni. «È tutto nel programma», risponde sorridente Veltroni. E nel programma si legge che la sua amministrazione «di fronte a occupazioni mosse dalla drammaticità del problema abitativo, d’intesa con le forze dell’ordine e con i soggetti interessati, è riuscita a risolvere problemi che hanno interessato migliaia di persone attraverso la coesistenza del rispetto delle regole e della più profonda sensibilità sociale». Sul «rispetto delle regole» potrebbero non essere d’accordo quanti speravano nell’assegnazione di un alloggio popolare affidandosi alla lista d’attesa, e che si sono visti scavalcati da chi ha preferito affidarsi alle occupazioni, per farsi sgomberare solo con la contestuale consegna di un nuovo tetto «fuori graduatoria». Chissà se placheranno l’emergenza abitativa le 20mila abitazioni che Veltroni vuol tirare su con i soldi incassati dall’alienazione volontaria delle case popolari agli inquilini. Sempre che vengano edificate. E chissà se davvero l’apertura dei tre campus universitari liberando migliaia di appartamenti «per studenti» calmiererà il mercato in tutta la città.
Al di là di omissioni e dimenticanze (anche dei Pacs si parlerà solo a margine dell’incontro), trionfano le cifre, tra quelle che il primo cittadino snocciola con la naturalezza di una calcolatrice e quelle che scorrono sugli schermi hi-tech al fianco del palco. Calano le polveri sottili, aumentano gli asili. E, come spesso capita in politica, la matematica è relativa. Così la limatura annunciata per l’imposta sugli immobili diventa addirittura «sostanziosa» secondo il sindaco, che difende la validità di quella riduzione dello 0,2 per mille perché attuata «senza toccare né le tariffe né l’Irpef, mentre il centrodestra propone di coprire il taglio dell’Ici con la rimodulazione delle tariffe e con il ritocco di Ire e Irpef». È evidentemente ritenuto relativo e dunque non menzionabile che la Cdl abbia però proposto l’abolizione totale dell’Ici sulla prima casa, mentre il sindaco uscente solo un ritocco al ribasso dell’aliquota dal 4,9 al 4,7 per mille.
Veltroni conferma poi la tendenziale pedonalizzazione del centro storico. Si dovrebbe cominciare, entro il 2011, con il Tridente, una volta ultimato il parcheggio del Pincio. E in caso di vittoria Walter il buono promette da subito guerra alle auto blu: il costo dei permessi di accesso alla Ztl delle vetture «istituzionali» che ora è di 330 euro aumenterà sensibilmente, mentre resteranno invariate le tariffe per le altre categorie aventi diritto.
Siccome a farne le spese, in tutti i sensi, sarà per primo il nascente governo ulivista, Veltroni riserva una bacchettata anche agli attuali ministri «dimissionari»: «Mi hanno detto che attraversano in macchina piazza di Spagna che è pedonalizzata, di lì devono passare solo taxi e bus», ringhia il solitamente mite sindaco: «Ho già spiegato ai vigili - sentenzia - che se passa un ministro lo devono multare». L’ultima stoccata è per la Cdl accusata di strumentalizzare l’emergenza nomadi: «Abbiamo spostato 8mila persone, chiudendo molti campi e cercando di conciliare difesa della legalità e rispetto dei diritti. Ma mi indigna vedere che chi governando aveva la responsabilità di non far arrivare a Roma chi non aveva il diritto di passare il confine, o almeno di rimpatriarlo, oggi soffia sul fuoco del malcontento». Ma il malcontento non piace. E Veltroni sta trattando con la Regione per cominciare a spostare i campi di accoglienza fuori dalla città, lontano dagli occhi e dalle urne.