Veltroni contro i regali milionari in tv

Il leader del Pd: "In certe trasmissioni si possono guadagnare centinaia di migliaia di euro
senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprare un maglione"

Milano - C'è stato un periodo in cui in Italia una parte importante della sinistra, rappresentata dal Pci, si batteva contro la tv a colori e la pubblicità. Oggi, sempre guardando alla tv, le battaglie si fanno contro i premi troppo ricchi. Quella di un tempo era una battaglia di retroguardia che nascondeva un implicito messaggio pedagogico che i leader con la falce e il martello intendevano dispensare ai loro concittadini. Un messaggio sintetizzabile con questo slogan: "No al consumismo".

Per uno strano gioco di parole quel "no al consumismo" si è trasformato in "no al comunismo" e, di fatto, buona parte degli eredi del Pci dopo essersi rifatti una "verginità riformista" sono diventati pure anticomunisti. Veltroni, attuale leader del Pd, agli albori dell'Ulivo è stato il primo a smarcarsi dicendo: "Mai stato comunista". La rivoluzione culturale - compiuta assai in ritardo dalla sinistra italiana ex comunista - si è completata con l'accettazione del sistema di libero mercato, simboleggiato dagli Stati Uniti d'America. Ovviamente andando a pescare quella parte degli States che più si prestava ad operazioni di marketing politico. Vedi John F. Kennedy. 

Oggi, in tempo di crisi, Veltroni riparte all'attacco con una polemica dal sapore moralistico: "Con quello che sta vivendo il Paese, certe trasmissioni televisive mi appaiono marziane". Parlando a un convegno sul terzo settore il segretario del Pd non ha risparmiato critiche a un certo modo di fare televisione. Se l’è presa con quelle trasmissioni in cui "si possono guadagnare centinaia di migliaia di euro senza saper fare nulla, mentre ci sono persone che non possono comprare un maglione". Veltroni non ha dubbi: "È un messaggio sbagliato", specie in un momento in cui il Paese dovrebbe trovare "la via della sobrietà, della solidarietà che ha smarrito". Ma se questa polemica di Veltroni avesse qualche fondamento - e per qualcuno può averlo - la stessa non si potrebbe muovere anche nei confronti della vecchia e milionaria lotteria? La meritocrazia è cosa buona e giusta. Ma non solo per i premi in tv.