Veltroni contro la piazza: insulti intollerabili al Colle

da Roma

Quegli insulti al Pd, dice Walter Veltroni, «erano scontati». Ma quegli attacchi al capo dello Stato «sono intollerabili perché Giorgio Napolitano sta garantendo, in un momento difficile, il rispetto della Costituzione con rigore e determinazione». Insomma, «come avevamo previsto, è stata una manifestazione più contro il Quirinale e il Partito democratico che contro Berlusconi».
Sarà il caldo, come sospetta il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. «Qualcosa si dovrà pur fare d’estate. C’è chi va al mare e chi va in piazza Navona». Oppure, come ipotizza Ignazio La Russa, «sarà che Di Pietro ha paura di finire disoccupato e quindi si agita». Infatti, dice il ministro della Difesa, «siccome il lodo Alfano fa rinascere la speranza che si possa discutere di giustizia serenamente e che finisca l’antiberlusconismo di maniera, lui ha paura di finire come uno squaletto a cui improvvisamente sia tolta l’acqua». Comunque sia, per Antonello Soro, capogruppo Pd alla Camera, sarà opportuno girare presto questa pagina: «Piazza Navona ospita più di una personalità che in queste ore insulta il capo dello Stato e questo non è esattamente il modo migliore per rappresentare le ragioni dell’opposizione democratica nel nostro Paese».
Giornata lunga nel loft di Veltroni. «Farà bene a riflettere su quelle bandiere del Pd confuse con quelle di Italia di valori e di Rifondazione - dice Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl - arresti finché è in tempo la rincorsa verso il passato giustizialista, mozzaorecchi e fascistelli sono infatti un’esigua minoranza». E Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl a Montecitorio: «Hanno manifestato forcaioli e reazionari, gente che sta creando problemi gravi agli amici del Pd. Un clima migliore? Per riaprire una fase costituente, è necessario prima disinnescare l’uso politico della giustizia, vero convitato di pietra che agisce in Italia fin dal 1992». E gli insulti della comica Sabina Guzzanti contro il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, fanno scattare la querela.
Per Antonio Leone, vicepresidente della Camera, «in piazza Navona c’è stata una grande adunata di trombati alle elezioni, di personaggi che i cittadini hanno cancellato dal Parlamento». Per l’altro vicepresidente di Montecitorio Maurizio Lupi «dopo le offese che si sono sentite, questo non è sicuramente un giorno da ricordare nella storia della Repubblica». Per Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, «dopo venti giorni di propaganda Di Pietro, Grillo e soci sono riusciti a raccogliere una curva medio-piccola da stadio per fare un’inutile chiassata e un autogol con l’attacco a Napolitano».