Veltroni copia Prodi: campagna elettorale in pullman

si presenta come "uomo nuovo", politico del cambiamento. Intanto, per
la campagna elettorale, copia un'idea di Prodi: il pullman. Il leader
del Pd, infatti, girerà in lungo e in largo l'Italia in un tour che
attraverserà le 110 province
italiane per un totale di 12.650 chilometri

Roma - Walter Veltroni si presenta come "uomo nuovo". Intanto, per la campagna elettorale, copia un'idea di Prodi: il pullman. Il leader del Pd, infatti, girerà in lungo e in largo l'Italia in un tour che attraverserà le 110 province italiane per un totale di 12.650 chilometri. Il pullman è verde, il colore della "speranza" di vincere le elezioni. Gli slogan stampati in bianco e rosso lungo le fiancate, dove campeggia il "Si può fare".

Se il Pd corre solo - o quasi - alle elezioni, il viaggio di Veltroni sarà tutt’altro che solitario. L’obiettivo è, come ha spiegato oggi uno degli organizzatori, Ermete Realacci, "chiamare a raccolta gli italiani" perché il Pd è fermamente convinto di poter vincere.

Il viaggio di Veltroni comincia domenica: appuntamento alle 8 alla sede del Pd, a Roma, per staff e giornalisti, che potranno seguire la campagna elettorale itinerante a bordo di un secondo pullman. La prima tappa è Pescara. Dopo l’Abruzzo, Veltroni sarà martedì in Molise, poi salirà venerdì a Modena, sabato a Rimini e da lunedì 25 febbraio attraverserà le Marche e a seguire Perugia, Arezzo, Siena e via fino a domenica 2 per la Toscana.

Dopo il giro del Nord il segretario del Pd sarà martedì 25 marzo a Palermo e in tre giorni coprirà 9 province siciliane per poi passare in Calabria, in Campania e dal 2 aprile toccherà in due giorni 8 tappe sarde. Verso gli sgoccioli della campagna elettorale, Veltroni tornerà in Puglia e in Calabria; poi, giovedì 10 aprile sarà a Milano per chiudere la campagna elettorale il giorno dopo a Roma. "Un vero e proprio tour de force - ha spiegato Realacci - che non è mai stato fatto con questa intensità e che punta ad individuare le soluzioni per l’Italia ma anche a chiamare tutti ad un’azione comune".