Veltroni crea i consulenti a lunga conservazione

Claudio Pompei

da Roma

Quale oculato amministratore pubblico, a ridosso della scadenza del proprio mandato elettorale, aumenterebbe la già folta schiera di nuovi consulenti esterni pagati con i soldi dei cittadini, con contratti che superano la tornata elettorale? Non c’è dubbio: Walter Veltroni, il sindaco della capitale. Già, proprio lui. Che non perde occasione per lamentarsi della presunta ingenerosità del governo Berlusconi sui tagli operati dalla Legge finanziaria descrivendoli come un machete che si ripercuoterà sui servizi sociali. Macché... Il vero obbiettivo della riduzione dei finanziamenti agli enti locali è proprio quello degli sprechi, delle spese inutili e, non a caso, delle consulenze esterne. E Veltroni, in materia, fa la figura di un provetto fuoriclasse, visto che si è permesso, pur con il consenso della sua giunta, di affidare incarichi esterni oltre la scadenza del mandato fino ad agosto 2006.
Ecco cosa si celava dietro le energiche proteste del sindaco di Roma quando si è visto diminuire qualche capitolo di trasferimenti: l’impegno di allestire qualche manovrina ad hoc per coprire un dispendio di risorse pari a 784.500 euro per pagare il dovuto a quei consulenti che rimarranno in carica anche dopo le elezioni. Una vera stranezza, anche perché Veltroni ostenta sicurezza sull’esito delle elezioni ma, in via di principio, nessuno può sapere come finirà la prossima corsa per il Campidoglio. Nelle delibere si legge che per i 16 consulenti «i contratti sono prorogati oltre la scadenza naturale del mandato del sindaco considerata la specifica professionalità che non è reperibile nell’ambito delle strutture comunali a causa di carenza di organico. Cosicché la professionalità verrà assegnata con provvedimento del direttore del I dipartimento negli uffici amministrativi fino alla scadenza del contratto, alle mansioni corrispondenti al profilo professionale in possesso». Cosicché - verrebbe voglia di aggiungere - il futuro sindaco, semmai dovesse appartenere a una coalizione di centrodestra, si troverà a circolare negli uffici, almeno fino all’estate, alcuni irriducibili «reduci» veltroniani.
Ma vediamo chi sono i 16 «prescelti» e quanto andranno a percepire da qui ad agosto. Marco Barbieri (30.500 euro), Mauro Testa (46.000), Stefania Buccioli (39.000), Maria Luisa Michesi (45.500), Valeria Primerano (43.500), Nice Terzi (11.000), che sono a disposizione dell’assessore alle politiche scolastiche Maria Coscia. E a ruota seguono Cinzia Pecoraro (58.500) alle dipendenze dell’assessore all’Infanzia Pamela Pantano; Rosella Bennati (51.700) al servizio dell’assessore alla Cultura Gianni Borgna; Roberta Giomini (56.000), al gabinetto del sindaco; Roberto Fiorentini (46.500) per la Commissione speciale controllo e garanzia; Giuseppe Manacorda (74.500) per l’assessore all’Urbanistica Roberto Morassut; Stefano Testini (48.500) per la commissione Bilancio e Francesca Savera Bedoni (70.500) al dipartimento Patrimonio. In carica rimarranno pure tre «comandati» ai gruppi consiliari: Claudio Ortale (57.500) al Prc; Stefania Di Stefano (39.500) ai Cristiano democratici per Roma e Guido Lutrario (44.600) al Gruppo misto. Ed è proprio sul «caso Lutrario», uno dei leader dei no-global romani, che si scaglia la polemica del capogruppo degli azzurri in Campidoglio Pasquale De Luca. «Certo che Veltroni ha una bella faccia tosta: con una mano distribuisce consulenze, con l’altra - aggiunge De Luca - ci fa recapitare una missiva con la quale ci informa di essere sottoposti al controllo della Corte dei conti come ogni altra struttura pubblica». Ma chi chiama in causa la Procura regionale della magistratura contabile per informarla delle consulenze dell’ultim’ora è An. Il consigliere Luca Malcotti spiega che «secondo le norme vigenti ogni consulenza ha la sua scadenza naturale con il mandato dell’amministratore che la concede mentre, se la necessità di mantenerla oltre è legata alla penuria di personale, allora il sindaco deve bandire un nuovo concorso pubblico».
(Ha collaborato Antonella Aldrighetti)