Veltroni a due facce: promette meno tasse ma tartassa i romani

Ha assicurato tagli fiscali ma ha aumentato estimi catastali e ticket per l’ingresso in centro

da Roma

Le due facce di Walter Veltroni. «Ridurre subito le tasse», chiede a gran voce il segretario in pectore del Partito democratico. «Rivedere immediatamente le tariffe della Zona a traffico limitato (Ztl) e gli estimi catastali verso l’alto», tuona il sindaco di Roma. Gioca su questa ambiguità il successore di Prodi alla guida del centrosinistra. A parole rassicura gli italiani, specialmente quelli del Nord, sul fatto che la sua leadership cambierà il volto della coalizione sui temi fiscali. Nei fatti «stanga» letteralmente chi sotto la sua amministrazione è costretto a vivere dal 2001.
Le novità di quest’estate per i romani riguardano, come detto, Ztl e revisione delle rendite catastali. Dal primo luglio è entrata in vigore la nuova tariffazione per chi nel centro storico della capitale vive e lavora. L’aumento è «appena» del 600 per cento. Se un residente fino allo scorso anno pagava circa 30 euro per ogni macchina e il permesso era senza scadenza, adesso la prima auto costa 55 euro (per 5 anni), la seconda ben 300 euro (sempre per 5 anni), la terza 550 per ogni anno. Su ognuna, poi, bisogna aggiungere i bolli. Aumento netto per una famiglia media, che possiede due macchine, e ha la sfortuna di vivere nel centro, 400 euro.
Ma è ancora più incredibile la vicenda della revisione delle rendite catastali. «Bisogna arrivare all’eliminazione dell’Ici sulla prima casa», la scommessa di Veltroni che ammiccava ai piccoli proprietari. E nell’aprile del 2006, preceduto da roboanti proclami, annunciava la riduzione dell’imposta comunale. Dal 4,9 per mille al 4,7. Una goccia nel mare, insomma. A maggior ragione dopo aver deciso di rivedere la classificazione delle case e, conseguentemente, il valore dell’Ici. Niente di male, ad ogni modo, visto che in alcuni casi le rendite sono ferme da anni. Peccato che la modalità scelta dal Campidoglio rasenti il taglieggiamento.
A circa 100mila abitanti, infatti, è arrivata una lettera del Comune in cui si «offriva» la possibilità di avvalersi di un tecnico del collegio dei geometri (a pagamento ovviamente) per il nuovo conteggio. Entro il 31 ottobre (ora però il termine è stato prorogato) il cittadino dovrà far ricalcolare la categoria del proprio immobile e il nuovo valore da pagare con l’Ici. Ma se lo farà avvalendosi di un tecnico «caldeggiato» nella lettera potrà usufruire di tutta una serie di agevolazioni. Innanzitutto, potrà avere un occhio di riguardo, lascia intendere la comunicazione ufficiale, nella revisione. Poi, si potrà usufruire dello sconto del 50 per cento sugli arretrati degli ultimi cinque anni.
Già, perché è questa la vera novità pensata dall’amministrazione Veltroni: la retroattività delle tariffe. Si parla nella lettera di «mancato tributo sull’Ici degli scorsi cinque anni». Come se il minor valore catastale fosse colpa di cittadini che negli anni hanno rivalutato, a proprie spese ovviamente, il proprio appartamento. Spesso dovendo realizzare, in case d’inizio secolo, anche i servizi essenziali.
Insomma, se da una parte Veltroni dà (riducendo di pochissimo l’Ici sulla prima casa), dall’altra prende con il riconteggio degli estimi catastali. E non poco, peraltro. Dall’operazione, che riguarda essenzialmente il centro storico, il Campidoglio conta di ricavare circa 30 milioni di euro. «È realistica una riduzione delle tasse nei prossimi tre anni», infiammava la platea del nascente Pd nel discorso per annunciare la sua candidatura a segretario a giugno.
Ditelo ai romani. Nell’ultimo anno, per concludere la carrellata sulla vera faccia del sindaco, l’addizionale comunale all’Irpef è passata dallo 0,2 allo 0,5 per cento, mentre l’Ici sulla seconda casa è aumentata dal 6,9 al 7 per mille e la tassa sui rifiuti, la Tarsu, è aumentata del 16 per cento per i privati, del 30 per cento per le attività commerciali e addirittura del 50 per cento per i ristoranti.