Veltroni e i Ds attorno a Marco Aurelio

Silvia Cerioli

Per i Ds romani comincia un ottobre di passione. È ormai prossima la conferenza programmatica, e nelle prossime settimane le riunioni si susseguiranno. Lo stato maggiore sarà impegnato a discutere, sensibilizzare, spiegare. In queste occasioni, Walter Veltroni resta dietro le quinte, per paura di non apparire abbastanza «istituzionale». Il che non significa evitare di darsi da fare ma, più prosaicamente, mantenere discrezione e intervenire in modo mirato. Tuttavia, con le primarie e le elezioni sempre meno lontane, il sindaco ha deciso di esporsi di più, per aiutare il partito. E per consentire a Veltroni di fare, come si suol dire, casa e chiesa, i Ds hanno pensato di organizzare alcuni incontri in Campidoglio. Giovedì 29, dunque, la federazione romana ha riunito tutti in Protomoteca per parlare del tema, non proprio freschissimo, delle periferie nella Capitale. Quello che non ci si aspettava era l’affluenza: i militanti sono arrivati copiosi e s’è capito che non c’era posto. A Veltroni non è parso vero: «Tutti in piazza intorno a Marc'Aurelio». Così, fra i turisti e all’aria aperta, i Ds han discusso di periferie. Peraltro, per il sindaco, la giornata del 29 è stata molto «turistica». Prima di affrontare i compagni di partito, infatti, Veltroni è stato protagonista di un gustoso episodio. Di ritorno da un impegno esterno, è arrivato a Palazzo Senatorio con l’auto d’ordinanza, passando in mezzo ad un gruppo di stranieri. Questi hanno capito che si trattava di un personaggio importante ma, non riconoscendolo, han cercato di sapere chi fosse. Scoperto che era il sindaco, hanno lanciato un grido a mo’ di saluto. Ma a Veltroni, che parlava al cellulare salendo le scale, per poco non è venuto un colpo. Forse influenzato dall’imminente simulazione di attentato, deve aver pensato a un tafferuglio. Quando ha capito, s’è fermato sulla sommità delle scale e si è esibito in un saluto con la mano, in perfetto stile Principe di Galles.