Veltroni fa festa ai vigili, loro non ricambiano

(...) operatori della mobilità, per finire col nucleo del decoro urbano. «Manca un progetto politico - incalza il sindacalista -, in grado di creare le specificità all’interno del Corpo, e non al di fuori di esso».
Un far west di fatto incontrollabile e privo di qualsiasi forma di coordinamento, giacché ogni «squadra» risponde al proprio assessorato o ufficio di riferimento, situazione che ha finito per alimentare frustrazione fra gli agenti e conflitti di competenze non di rado finiti davanti all’autorità giudiziaria. «Quel poco che si è ottenuto in questi anni - dice ancora Di Bella - lo dobbiamo agli sforzi degli agenti, e alle battaglie sindacali quasi quotidiane, che continueranno ancora oggi e nei prossimi giorni, poiché in assenza di risposte certe sul contratto decentrato la rivolta sarà totale e nelle piazze».
Sul fronte della logistica, della dotazione e degli investimenti nella tecnologia, l’impietosa rassegna delle iniziative portate avanti dalla dirigenza nel corso della consiliatura da una parte costituisce - dice il Sulpm - la «luce riflessa» delle scelte della Giunta Rutelli (un esempio per tutti, i 600 palmari costati tre miliardi e ora giacenti a fare la muffa negli scatoloni), dall’altra dimostra che l’amministrazione Veltroni è riuscita quasi a far di meglio, se solo si pensa agli appalti per l’elicottero e per le pistole di servizio, alle tragicomiche disavventure con le divise, alla centrale operativa, alle clamorose disfunzioni dei varchi elettronici del «sistema Iride».
Immaginiamo che Veltroni rivendicherà d’aver fatto approvare un nuovo regolamento dopo un quarto di secolo: di certo non farà presente che molte prescrizioni contenute in quel testo non hanno mai trovato applicazione. Che gli agenti, spesso impiegati in prossimità di «obiettivi sensibili», non possono sentirsi sicuri se nella stessa pattuglia c’è uno dei 2mila vigili armati e accanto a lui ci sono pizzardoni che possono contare solo sulle mani nude o, ben che vada, sullo spray al peperoncino. Basti pensare all’articolo 3 dedicato al ruolo dei presidenti dei municipi, e a quello seguente, e ad esso collegato, che istituiva la «conferenza di polizia locale», con i mini-sindaci e i comandanti dei gruppi, per dare un assetto uniforme al controllo del territorio. «In tre anni - denuncia Di Bella - non si è mai riunita».
E ancora. In tema di fluidificazione del traffico, fanno sapere dal sindacato di categoria, su diciannove municipi soltanto otto sono stati coinvolti nel modulo organizzativo. Inizialmente addirittura erano in quattro. E si è arrivati al paradosso che nel periodo che va da maggio a luglio, con l’arrivo dell’estate, i territori interessati sono stati quelli del V, del IX, del X e del XV municipio. Nessuno è sembrato preoccuparsi del XIII gruppo, che deve regolare il traffico sul territorio di Ostia.