Veltroni al governo: sospendete gli sfratti

Stefania Scarpa

Sfratti, ora è tutti contro tutti. Ieri è finita la tregua natalizia e gli ufficiali giudiziari si sono rimessi all’opera, mentre infuriano le polemiche su quella che il prefetto Achille Serra ha definito la «vera emergenza di Roma».
Un’emergenza per risolvere la quale Walter Veltroni bussa a Palazzo Chigi: «Dal consiglio dei ministri di giovedì - dice il sindaco - mi aspetto la sospensione degli sfratti per fasce sociali più deboli altrimenti si avrebbero delle ripercussioni pesanti». E poi: «Oggi (ieri, ndr) scriverò nuovamente al presidente Berlusconi su questo tema perché è una emergenza nazionale che coinvolge molte città d’Italia al pari dell’emergenza inquinamento». E il governo si prepara ad accontentarlo: «In vista del prossimo Consiglio dei ministri stiamo preparando insieme al sottosegretario Moffa e al viceministro Martinat un decreto legge sull'emergenza abitativa che contenga anche misure di proroga degli sfratti», ha garantito ieri il ministro delle Politiche agricole e forestali nonché candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno. Alemanno che oggi alle 18 nella sede del gruppo comunale di An incontrerà con Martinat e vari rappresentanti di An le rappresentanze dei proprietari e inquilini e i sindacati del settore casa.
Ma torniamo a Veltroni. Che viene chiamato in causa da più parti, In primis dall’Unione Inquilini, che ieri ha sciorinato i numeri dell’emergenza (una sentenza di sfratto ogni 248 famiglie), e che ha poi chiesto l’intervento del sindaco: «Non è vero - dice Massimo Pasquini, segretario romano dell’Ui - che il sindaco non è competente, può intervenire con un’ordinanza di blocco degli sfratti motivandola con la tutela della salute dei cittadini. Come ha fatto il sindaco di Monterotondo». Una richiesta a cui ha risposto per interposta persona il prefetto Serra, sostenendo che «nessun potere è attribuito dalla normativa vigente ai prefetti né ai sindaci, ai quali pure pervengono le stesse istanze. In materia di sfratti l’unica competenza è attribuita dalla legge all’autorità giudiziaria». Ma Veltroni è da molti ritenuto il responsabile della gravità del caso romana: «Il sindaco Veltroni - accusa il senatore di An Lodovico Pace - non può nascondersi dietro un dito. Nel territorio comunale sono passate e stanno passando cementificazioni di ogni tipo mentre le graduatorie comunali per la casa sono pressoché ferme». Rincara la dose il segretario romano dell’Udc Luciano Ciocchetti: «Veltroni avrebbe potuto fare tante cose per affrontare l’emergenza abitativa ma si è limitato in maniera costante a lamentarsi e a nascondere le proprie responsabilità scaricando, come suo solito, le colpe su altri».