Veltroni: "L'Unione non tornerà più"

Al primo forum dei circoli
del Pd della Lombardia, il leader democratico propone un nuovo partito che "non guardi al gruppo sanguigno": "Mai più un'alleanza come l'Unione". E alla Sinistra Arcobaleno: "Spero voglia rientrare in una logica di governo"

Milano - "Penso sia un problema per la democrazia italiana la mancanza di rappresentanza in Parlamento della sinistra radicale, alla quale però dico che oltre a prendersela con noi farebbe bene a fare autocritica e a ragionare su una lettura ideologica della società italiana che ha impedito di capire, per esempio, il tema della sicurezza". Al primo forum dei circoli del Pd della Lombardia, il leader democratico Walter Veltroni fa l'elogio funebre all'Unione ("Il governo Prodi ha lavorato bene") e guarda al futuro nel tentativo -affannoso - di cancellare "il gruppo sanguigno di ognuno di noi".

L'invito alla Sinistra Arcobaleno "Siamo un partito nuovo in cui non è importante da dove si viene ma dove andiamo". Chiuso il capitolo "Unione", l'ex sindaco di Roma cerca di costruire un nuovo centrosinistra. nonostante assicuri di voler tagliare con il passato, cede all'idea di una possibile intesa con la sinistra radicale nella speranza che questa "voglia rientrare in una logica di governo". "Una parte certo non lo farà, non quella che sfila al grido di 10, 100, 1.000 Nassirya", spiega Veltroni insistendo sulla necessità di dialogare. Quanto alle alleanze, il leader democratico sottolinea che queste si devono fare se sono "programmatiche e riformiste". Un secco "no", quindi alle coalizioni per "mettersi insieme solo per vincere le elezioni. Occorre portare avanti il programma". "Alle elezioni - spiega - abbiamo fatto un’alleanza con l’Italia dei Valori e abbiamo raggiunto un accordo con i Radicali. Ciò che non faremo più sarà un’alleanza come l’Unione: tutti insieme contro qualcuno. Questa è un’alleanza che non basta perchè può far vincere le elezioni ma il problema è che bisogna vincerle anche la volta dopo. Noi pensiamo solo ad un’alleanza dove al centro c’è il programma e per questo guardiamo a tutti, compresa una parte della sinistra Arcobaleno".

La leadership alle primarie Secondo il leader democratico, il Pd è innovativo dal punto di vista "politico e programmatico". E tra le novità di metodo rientra anche il ricorso alle primarie. "D’ora in poi - ha assicurato Veltroni - le candidature in Italia si stabiliscono tutte con le elezioni primarie". Questo, dunque, si presuppone accadrà anche alle prossime elezioni del 2009. Il Partito Democratico pian piano va avanti e Veltroni ricorda che "sono passati solo sei mesi da quando è iniziato il nostro lavoro con lo statuto, la carta dei lavori". Il prossimo passo, di cui si è parlato oggi, sarà il tesseramento, "un atto di adesione - ha concluso - ad un partito nuovo".

La forza della Lega Nord Per l'ex sindaco di Roma, la vittoria della Lega in alcune zone del Paese è dovuta al fatto che "ha interpretato uno stato d’animo cui anche dobbiamo guardare con attenzione ma con autonomia". Il leader del Pd, parlando alla platea dei circoli del Pd, ha analizzato il voto del Carroccio criticando interpretazioni superficiali di questo risultato elettorale: "Molti osservatori dicono che la Lega ha vinto perchè ben radicata sul territorio - ha spiegato - ma la Lega ha preso il sette per cento in alcune parti del Paese senza neanche esistere. La Lega in realtà ha vinto perchè ha interpretato uno stato d’animo". Nei confronti della cultura della Lega, dunque, Veltroni ha sottolineato che il Partito democratico "deve avere una cultura forte anche quando il vento spira in un’altra direzione altrimenti c’è il pensiero unico. Adesso siamo assolutamente in grado di rispondere ad un problema in modo reale mentre loro hanno risposto in modo effimero".