Veltroni a un passo dal sì: "Mercoledì scioglierò la riserva sul Pd"

Prosegue la
girandola di incontri del sindaco di Roma, quando ormai la sua candidatura
alla guida del futuro Partito democratico è data praticamente per scontata e si attende solo
che l’inquilino del Campidoglio sciolga la riserva

Roma - "Mercoledi a Torino scioglierò la riserva". Con questa breve dichiarazione il sindaco di Roma Walter Veltroni fa sapere che la prossima settimana dirà se intende accettare la proposta di guidare il partito democratico, che nascerà nel prossimo ottobre.
Veltroni ostenta ottimismo: "Ho visto adesso un sondaggio che dice che, probabilmente, il Partito democratico può arrivare al 35%. È esattamente la cifra che mi era capitata di dire qualche settimana fa. Penso che questo - ha aggiunto il sindaco di Roma - sia l’orizzonte al quale il Pd deve guardare e anche cercare di andare oltre. Un’altra cosa che mi conforta è che il sondaggio dice che l’Unione sarebbe tornata in testa. Questa conferma che se il Pd cresce, cresce anche l’Unione e viceversa. Tutto questo - sottolinea Valtroni - va nella direzione del rafforzamento del governo Prodi".

Fitti colloqui a sinistra Ieri da Prodi e poi da Fassino e D’Alema, oggi riceve di prima mattina la visita di Dario Franceschini e, quindi, si reca al ministero dei Beni culturali per incontrare Francesco Rutelli. Prosegue a ritmo serrato la girandola di incontri del sindaco di Roma, Veltroni, quando ormai la sua candidatura alla guida del futuro Partito democratico è data praticamente per scontata e si attende solo che l’inquilino del Campidoglio sciolga la riserva. È lo stesso Veltroni a riconoscere che questo «è un momento importante della mia vita politica e personale». La candidatura? «È vicina quanto lo era ieri, non è cambiata nella notte. Queste sono quelle cose per le quali bisogna soprattutto colloquiare con se stessi e con la propria coscienza e poi sentire le opinioni di persone che si stimano».

Veltroni spiega di augurarsi che, «quali che siano le scelte che si faranno, questo possa essere un momento importante per tutti noi, che finalmente vediamo coronato il sogno del nascente Pd. Per tutti noi e per il Paese». Intanto, proseguono le attestazioni di stima nei confronti di Veltroni e il placet alla sua discesa in campo: Anna Finocchiaro sottolinea come «intorno al nome di Walter Veltroni si stia consolidando quell’ampio consenso trasversale che io stessa avevo auspicato. Sono convinta che il suo profilo sia quello giusto per suscitare intorno al Pd quella speranza, quell’interesse e quella fiducia in grado di mobilitare tante energie». Anche per questo, Finocchiaro garantisce: «Se Walter si candiderà, avrà tutto il mio sostegno». Anche il ministro Rosy Bindi ribadisce il suo appoggio: «Credo che Veltroni sia il candidato giusto. Il Pd darà con lui un grande contributo al Paese, soprattutto per ricreare fiducia nella politica attraverso la partecipazione di tanti. Di questa fiducia oggi l’Italia ha bisogno». Le fa eco il ministro Linda Lanzillotta: «Sarebbe un ottimo candidato. Aspettiamo la sua decisione ma io penso che, se questa è l’indicazione, è un’indicazione che potrà avere un amplissimo sostegno».

Fredda la reazione della Cdl La notizia suscita reazioni del tutto diverse nelle fila del centrodestra. Caustico il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: «Veltroni segretario del Pd? Fatti loro...». Dice il Senatur Umberto Bossi: «Io non conosco Veltroni, l’unica cosa che so di lui è che fa funzionare bene Cinecittà e anche il Comune perchè far girare un Comune come Roma deve essere molto difficile», oggi, però, il problema del Paese è «mandare a casa Prodi». Da Pier Ferdinando Casini arrivano gli «auguri, ma per noi non cambia nulla». Infine, per Altero Matteoli «è significativo il fatto che nonostante al governo ci siano autorevoli personalità, si debba far ricorso a Veltroni. È la dichiarazione di fatto del fallimento di questo governo».