Veltroni: "Il Pd correrà solo" Prc: "Così si mina l'Unione"

Il leader Pd chiede al Parlamento di stringere i tempi sulla legge elettorale. E invita Berlusconi a un dialogo sulle riforme. Il centrosinistra insorge: Pd elemento d'instabilità. Fini: "Il cavaliere non abboccherà"

Orvieto - "Con qualsiasi sistema elettorale il Partito democratico correrà da solo". A sottolinearlo è il leader del Pd Walter Veltroni prendendo la parola alla IX assemblea annuale dell’Associazione "Libertà eguale" dedicata al futuro del nuovo soggetto politico del centrosinistra. Un invito che il sindaco di Roma non lancia a caso. La stoccata è per Berlusconi: "Forza Italia faccia altrettanto".

"Non importa quale sia il sistema elettorale..." Il leader del Pd interviene dal palco della sala del Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto. Al centro del discorso il ruolo del nuovo partito di fronte al nodo elettorale: "Quale che sia il sistema elettorale, quello che emergerà da una modifica della bozza Bianco, quello che uscirà dal referendum, il Pd correrà da solo e sui presenterà con liste del Pd. Il Partito democratico - insiste - correrà da solo con qualsiasi tipo di legge elettorale anche se dovesse restare quella attuale".

"Fi faccia altrettanto" "Berlusconi abbia lo stesso coraggio del Pd e dica quello che ho detto io: quale che sia la legge elettorale andrà alle elezioni da sola". Veltroni ammette che c’è molta gente che gli consiglia di "stare attento" al Cavaliere. "Io sto attento, ma non si può approvare una legge elettorale senza il concorso almeno delle principali forze politiche tra le quali c’è Forza Italia", spiega Veltroni ribadendo la necessità del dialogo. «Non si può continuare - sostiene - a fare quello che si è fatto per quindici anni prendendo anche applausi. Io lo so che è più difficile parlare il linguaggio del dialogo che non dell’attacco, ma delle due l’una: o sbagliammo quando criticammo la Cdl che approvò da sola la legge elettorale o la strada giusta è il dialogo con le principali forze dell’opposizione".

Iniziare a lavore subito Facendosi carico di una sspronata al dialogo Veltroni invita il Parlamento a darsi una mossa. "A questo punto - sostiene il segretario del Pd - davanti a due bozze Bianco, la cosa importante è cominciare, poi maturerà un’intesa che sia in mezzo ai due testi per trovare il consenso più largo possibile". E avverte: "A chi ha voglia di far saltare il tavolo, ricordo che questo vuol dire anche far saltare il tavolo delle riforme costituzionali e quindi far perdere all’Italia la possibilità di dare un sistema che decida".

Le reazioni Ad appoggiare Veltroni ci pensa il presidente del Senato Marini: eliminiamo la maledetta parola "inciucio", se si trova un’intesa su cose importanti non si tradisce la propria appartenenza. An, con Matteoli, insiste: o il referendum o le elezioni politiche anticipate sono l’unico sbocco. Ci va giù duro Fini, sicuro che Berlusconi "non sarà così ingenuo da abboccare all’amo di Veltroni" dal momento che, "mentre per il Pd andare da soli è una necessità vitale, vista l’incompatibilità di valori e programmi con la sinistra comunista e radicale, per Forza Italia rinnegare i valori unitari della Cdl sarebbe un suicidio politico oltre che elettorale". Per Pionati l’accordo è vicino e l’Udc farà la sua parte: "In questo momento di grande confusione politica i partiti dovrebbero avere grande senso di responsabilita". "No" secco alla bozza Bianco dal ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, per la quale "occorre piuttosto tornare al mattarellum, cioè al sistema elettorale dal quale ci ha strappato Berlusconi". Arturo Parisi chiede a Veltroni di convocare l’assemblea costituente del Pd per discutere di legge elettorale e critica l’odierna affermazione del segretario che preannuncia che il Pd correrà da solo: "Affermare che ci presenteremo da soli  ha un significato in un contesto di legge proporzionale, e ne ha un altro in un contesto di legge maggioritaria. Ma l’ipotesi di riforma a cui si lavora è di tipo proporzionale...". E avverte: "Il Pd non ha la maggioranza assoluta"

Barricate dall'ala radicale Dall'ala radicale il segretario Prc Franco Giordano avverte che, qualora il Pd dovesse scegliere di andare da solo, si dimostrerebbe "il più potente fattore di instabilità". Intanto, nasce Comitato nazionale per la riforma elettorale con lo scopo di evitare il referendum e dare all’Italia una nuova legge elettorale che passi per l’esame delle Camere.