Veltroni a Di Pietro: "Follie, ora cambia tutto" Tonino replica: "Non mi dissocio dalla piazza"

La procura di Roma indagherà sugli insulti in piazza Navona. Il Vaticano: &quot;Contro il Papa menzogna e ignoranza&quot;. Berlusconi: &quot;E' solo spazzatura&quot;. Ultimatum di Veltroni a Tonino: &quot;O con noi o con Travaglio e Grillo&quot;. Di Pietro replica: &quot;Non mi dissocio dalla piazza&quot;. E Walter: &quot;Sceglie Grillo? Chiarezza definitiva&quot;<br />
<a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank"><strong>La guerra (in)civile degli psico-comici. Dì la tua</strong></a>

Roma - Il ministro Carfagna querela Sabina Guzzanti, il leader Pd Walter Veltroni si affretta a prendere le distanze di girotondi di piazza Navona, il presidente Schifani fa pubbliche scuse da Palazzo Madama. Gli insulti del popolo del "No Cav day" non passeranno inosservate. Tanto che lo stesso Di Pietro si vede costretto a ritrattare: "Italia dei valori e io personalmente ci dissociamo del tutto, considerandole fuori luogo e fuori tema nello spirito e nel significato, dalle polemiche ingiustificate con il Papa". Troppo poco per Veltroni che in serata gli manda un secco ultimatum: "Dica se vuol stare con noi o con la piazza". E lui replica: "Non mi dissocio dalla piazza". La riposta di Veltroni: "Sceglie la piazza? Chiarezza definitiva...". Così si consuma la rottura.

Offese, Procura pronta a indagare La Procura di Roma si occuperà presto di quanto affermato ieri nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano e al Pontefice, nel corso della manifestazione. Gli inquirenti di piazzale Clodio sono in attesa di una informativa. In ogni caso, prima di procedere all’apertura formale di una inchiesta, servono due presupposti: la presentazione di una denuncia e il via libera da parte del ministro della giustizia. Le fattispecie, per il vilipendio nei confronti del capo dello Stato è previsto dall’articolo 290 e seguenti del codice penale. Le offese al Pontefice sono invece rubricate dall’articolo 296.

La replica di Berlusconi "Della spazzatura mi occupo a Napoli. Nessun altro commento, vorrei rimanere sul G8". Il presidente del Consiglio, Silvio Berluscconi, non intende rispondere alle polemiche legate alla manifestazione di ieri. Da Toyako il premier aveva già invitato l'opposizione all'azione anziché sendere in piazza: "L'Italia ha bisogno di fatti, non di manifestazioni". "Ho visto con molta gioia che nonostante tutti gli attacchi volgari di cui sono stato oggetto, c’è una crescita importante dei sondaggi di Euromedia verso il governo", ha continuato Berlusconi ribadendo che la fiducia verso il governo è salita al 61,9 per cento, dal 61,5. Il presidente del Consiglio è, quindi, tornato a parlare del bene per l'Italia: "Spesso siamo colti da questo sentimento di autoflagellazione e invece abbiamo bisogno di tutto meno che continuare nel masochismo. E' un qualcosa che non produce produttività".

Fini: "Non è satira" "Le espressioni oscene e gli insulti al Capo dello Stato sono comportamenti che non hanno nulla a che vedere con la satira. Chi se ne rende responsabile non è un comico, ma più un esibizionista che va trattato come tale". Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini riferendosi alla manifestazione di ieri a piazza Navona. "Mi auguro - rileva - che riflettano su questo aspetto quegli uomini politici che adesso si dissociano, ma che hanno dato modo a questi personaggi di dar corso a queste espressioni di cui oggi tutti sottolineano la gravità". Fini ha osservato che per evitare situazioni del genere "sarebbe sufficiente il buon gusto, la buona educazione. Andare in piazza è sempre una garanzia di libertà e un’ espressione di democrazia. È evidente - ha concluso il presidente della Camera - che chi organizza le manifestazioni deve essere cosciente che chi semina vento raccoglie tempesta".

L'indignazione di Schifani "Solidarietà al presidente dela Repubblica e al Santo Padre oggetti nella serata di ieri di vergognosi attacchi verbali". Palazzo Madama applaude l'intervento del presidente Renato Schifani che ricusa gli insulti piovuti ieri dal palco di piazza Navona. "Del presidente Napolitano apprezziamo più che mai - dice Schifani in Aula - in questi giorni l’esempio di saggezza ed equilibrio istituzionale che quotidianamente dà a tutti noi". E aggiunge: "Le sue doti di esperienza e di rigore morale sono un patrimonio prezioso per il Paese". Il presidente del Senato non vuole "aggiungere nulla al riconoscimento che unanimemente accompagna l’opera appassionata, fonte di speranza per la pace fra i popoli, di Papa Benedetto". "Nessuno in quest’aula condivide i contenuti e le forme delle ingiurie che abbiamo ascoltato - continua Schifani - la libertà a tutti preziosa di manifestare le proprie idee non può in alcun modo assumere i toni dell’oltraggio volgare, della consapevole falsità, dell’umiliazione vigliacca dell’altro, di qualsiasi altro e non solo delle figure autorevoli sopra ricordate e quindi anche del più avversato antagonista politico. In questo caso è dovere di tutti condannare con forza le parole usate e coloro che queste parole lanciano con intento distruttivo nelle nostre piazze".

Il ministro Carfagna querela la Guzzanti Non se ne resterà certo con le mani in mano. al ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, non sono andati giù gli insulti di Sabina Guzzanti. "In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti - si legge in una nota diramata già in tarda serata dal ministero - il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all’avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti".

Sir: "Contro il Papa menzogna e ignoranza" Le offese rivolte ieri al Papa dal palco di piazza Navona "nascono e crescono" in una palude di "menzogna e ignoranza" alla quale la "coscienza laica" del paese si ribella. È la critica formulata in un corsivo dell’agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana: "Trasformare una manifestazione pubblica di dissenso su importanti scelte politiche in un’occasione per insultare e offendere altri con toni di inconcepibile volgarità non può e non deve essere considerata un’espressione di democrazia e, quindi, neppure di intelligenza". "Quanto accaduto ieri sera in piazza Navona, una deriva che ha disgustato perfino alcuni presenti che si sono allontanati, conferma che c’è un’Italia maggioritaria, sana, che discute e si esprime anche con toni vibranti ma sempre rispettosi dell’altro e un’Italia assolutamente minoritaria che per esistere ha bisogno di insultare. Una miserevole realtà che trova - e troverà - spazio per qualche ora su video e giornali ma che è destinata a essere rimossa dalla coscienza laica di un Paese come il nostro. Ed è proprio questa stessa coscienza laica - prosegue il Sir - a ribellarsi soprattutto alle offese a Benedetto XVI, alla menzogna e all’ignoranza che formano la palude in cui nascono e crescono parole ed espressioni che ci rifiutiamo di credere che possano appartenere a un cittadino responsabile, a una persona che pensa e critica, credente o non credente che sia".

Veltroni rompe con Di Pietro: "Ieri follie" "Ciascuno risponde di ciò che fa. Con l’Idv abbiamo fatto un’alleanza, basata sul programma sottoscritto. Noi abbiamo mantenuto la posizione, altri invece hanno preso posizioni diverse". Dunque, dopo ciò che è successo ieri in piazza Navona, "cambia tutto, cambia molto perché ieri è stata un’occasione per fare chiarezza". Così il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante la registrazione di Matrix, in merito ai rapporti tra i Democratici e il partito di Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori. "Ieri si è fatta chiarezza su qualcosa su cui c’era un margine di ambiguità. Una forza della sinistra riformista non va in una piazza in cui poi - sottolinea Veltroni - si ascoltano le follie sentite ieri sera".

"Loro urlano, noi facciamo" "Loro fanno un’opposizione a chiacchiere, ma i risultati sono stati raggiunti da noi, sul decreto Retequattro che abbiamo bloccato così come quello sulle intercettazioni". Veltroni, evidenzia la validità dell’opposizione dei Democratici rispetto a quella di Di Pietro. "Ciascuno risponde di quello che fa - afferma Veltroni, ricordando i patti elettorali con l’ex pm - noi siamo andati alle elezioni su un accordo di programma e con l’impegno di fare un gruppo unico. Noi abbiamo mantenuto al posizione, altri hanno avuto posizioni diverse. Per queste cose bisogna essere in due". Obiettivo del Pd, evidenzia il segretario dei Democratici, è "di essere una forza seria e responsabile che difende i principi, ma contrasta ogni forma di estremismo di doppio senso alla quale l’Italia sembra inchiodata da 15 anni". Estremismi che, evidenzia Veltroni, vedono "da un lato Berlusconi e dall’altro un’opposizione che certo finisce sui giornali, ma non si conquista il consenso necessario".

"Di Pietro decida: o con noi o con Travaglio e Grillo" La manifestazione di piazza Navona segna dunque uno spartiacque e a questo punto L’Italia dei valori deve "scegliere" se stare con il Pd o con i girotondi. Veltroni lancia un secco ultimatum: "Ora Di Pietro deve scegliere. Deve decidere con chi stare: se vuole stare con Grillo e Travaglio lo dica; altrimenti, se vuole stare con una forza riformista...". Mentana lo interrompe suggerendo una risposta: Di Pietro deve rinunciare alle manifestazioni come quella di ieri sera? "Assolutamente sì", replica Veltroni.

"Ieri Berlusconi ha goduto" "Ascoltando i contenuti della manifestazione, magari durante la trasferta in Giappone, Silvio Berlusconi, avrà goduto sentendo quelle parole e io mi dispiaccio per chi era in quella piazza". Il segretario del Pd si dice convinto che i girotondi e Di Pietro "hanno fatto il più bel regalo al presidente del Consiglio". Quanto alla decisione di Arturo Parisi di essere in piazza, Veltroni evidenzia: "Immagino che Parisi si sia reso conto di aver fatto un errore clamoroso".

Di Pietro: "Non mi dissocio dalla piazza" La replica del leader dell'Idv arriva poco dopo: "Io non mi dissocio dal senso vero delle parole di Beppe Grillo, dalle parole di Travaglio e dalla piazza". E' questa la risposta all'aut aut posto da Veltroni: scelga la piazza o i riformisti. "Certo non avrei usato i toni di Sabina Guzzanti - prosegue - ma lei fa satira e io no. Io faccio politica". "Ieri - ha osservato Di Pietro - c’è stato un magnifico e splendido atto di democrazia diretta". Ora ci fa sorridere la gelosia e l’invidia che provano in molti nel mondo politico. Così loro vedono la pagliuzza della satira e non guardano la trave delle leggi ad personam e dell’uso spregiudicato delle istituzioni". "La manifestazione è stata descritta come un’associazione a delinquere, i suoi partecipanti come dei pazzi esaltati ed invasati, i suoi organizzatori dei cospiratori, tanto da aver indotto la procura della Repubblica a ritagliare i fondi di giornali per aprire un’indagine penale per vilipendio alle istituzioni", ma tutto questo, per Di Pietro, non è altro che la manifestazione della "gelosia e dell’invidia del mondo politico che è stato sconfitto dalla piazza". "Da piazza Navona perciò - aggiunge Di Pietro - non voglio dissociarmi perché mi sono sentito a casa mia, sia quando ho condiviso ciò che gli altri oratori hanno detto, sia quando non l’ho condiviso. Ed in effetti non ho condiviso chi ha tirato in ballo la Chiesa e il Papa. E l’ho detto". Ma il leader dell’Idv non ci sta a criminalizzare gli oratori che hanno espresso idee diverse. "La vera democrazia c’è quando tutti possono vedersi riconosciuto il diritto ad esprimere il proprio pensiero. Ed allora lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di piazza Navona".

Walter: "Sceglie Grillo? Chiarezza definitiva" "Se Di Pietro sceglie Grillo e non il Pd è un elemento di chiarezza definitiva. È una decisione politica". È Walter Veltroni a chiudere così il botta e risposta a distanza con l’ex pm. E anche ad Arturo Parisi, anche lui "non pentito" di aver partecipato al girotondo. "Quando arriverà una dichiarazione di Parisi che mi dice ’'bene, bravo', quella sarà una notizia...". "Con rispetto anche intellettuale, devo dire però che lui è un bastian contrario. Vedo tanti maestri di democrazia ma vorrei che - conclude Veltroni - tutti quanti avessimo voglia di vivere insieme le procedure democratiche".