Veltroni: pronti per le riforme ma dialogo finito

Il leader del Pd alla maggioranza: "Vengano in parlamento con le riforme istituzionali: riduzione
del numero dei parlamentari, monocameralismo, noi le voteremo. Berlusconi un'anomalia". La replica di Bondi: "Il suo è uno spregiudicato cinismo, cerca di alimentare uno scontro artificiale"

Roma - Il leader del Pd vuol mostrarsi diverso dal solito, per questo torna ad aprire al dialogo dicendo che il suo partito valuterà le riforme in parlamento. Al tempo stesso, però, dice che la stagione del dialogo è finita. Intervistato da Radiotre Walter Veltroni spiega che "questo paese ha bisogno di entrare in una democrazia matura, ha bisogno di un mutamento delle regole del gioco", dice il leader del Pd, che rivendica "come un merito" la semplificazione del quadro politico, "abbiamo fatto - afferma - una operazione di grande europeizzazione della vita politica italiana". "A inizio legislatura - sostiene Veltroni - sembrava possibile non tanto il dialogo ma fare le riforme, poi il presidente del consiglio ha spostato l’attenzione dai problemi dei sessanta milioni di italiani ai problemi di un italiano, i suoi, a cominciare dalla giustizia con le quali abbiamo occupato i primi mesi di governo".

A questo punto, dice Veltroni, "vengano in parlamento con le riforme istituzionali: riduzione del numero dei parlamentari, monocameralismo, noi le voteremo. Ma basta con questa storia del dialogo, perché il dialogo se lo si voleva fare lo si faceva all’inizio della legislatura".

"Berlusconi anomalia del sistema" Poi ancora un'affondo contro il premier a conclusione della conferenza economica del Pd. Veltroni ha denunciato "l’aggressività" nei confronti del centrosinistra che è figlia della logica di chi "pensa di aver preso di aver il potere e non semplicemente di aver vinto le elezioni".

Bondi: spregiudicato cinismo per alimentare scontri Replica seccamente a Veltroni il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi: "L’aspetto più grave delle dichiarazioni di Veltroni non è il loro contenuto ma la volontà precisa di scatenare e alimentare nel Paese uno scontro artificiale per preparare le condizioni della manifestazione del prossimo 25 ottobre. Un tale spregiudicato cinismo, che prescinde completamente dalla realtà del Paese e dalle stesse convinzioni di chi ne è autore, è un altro triste primato nella storia politica del nostro Paese".

Capezzone: alza i toni perché è in crisi "Walter Veltroni assume sempre più i panni di un leader disperato, che alza i toni per tentare di mascherare la sua crisi strategica. Poi, secondo i tic più consueti della sinistra, cerca rifugio nella piazza del 25 ottobre, cercando di agitare le ’curvè per garantirsi una qualche presenza della base". Per il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone, "manca il progetto, manca una visione: resta solo uno stucchevole ricorso a risse, polemiche e battibecchi. Credo che anche nel Pd l’insofferenza stia crescendo: e Veltroni appare come un allenatore prossimo all’esonero, che prevedibilmente avverrà dopo le Europee".