«Per Veltroni qui siamo a Est-qui-lin»

Si sono dati appuntamento alle 9 a via Merulana davanti al Teatro Brancaccio. Da qui si sono mossi in corteo fino a piazza Vittorio. Sono stati molti i cittadini residenti a Monti e all’Esquilino che ieri mattina sono scesi in piazza per protestare contro il degrado di piazza Vittorio, Colle Oppio, piazza Dante, via Carlo Felice e largo Leopardi.
Apriva il corteo un grande striscione con la scritta «Per Veltroni qui siamo a Est qui lin». Gli abitanti e i comitati di quartiere chiedono maggiori controlli e presidi dei vigili urbani nei giardini di piazza Vittorio e largo Leopardi. Vogliono fermare «gli abusi commerciali ed edilizi e il commercio all’ingrosso cinese».
«Qualcuno dice che questa zona sarà la Chinatown di Roma - sottolinea Augusto Caratelli, presidente del Comitato Difesa Esquilino - ma noi rispondiamo che non è possibile perché i cinesi residenti qui sono trecento contro i 20.000 residenti italiani. Noi non siamo contro l’integrazione dei cinesi ma chiediamo solo che si rispettino delle regole. Nel solo mese di settembre del ’98 sono stati aperti 30 esercizi commerciali acquistati dai cinesi al 40% in più del prezzo di mercato». «Ora basta, il vaso è davvero colmo - aggiunge Caratelli - la zona è ormai invivibile. Diciamo basta ai proliferare di fantomatici call center, ai cassonetti perennemente colmi che impediscono ai cittadini di gettare i rifiuti. Diciamo basta soprattutto al degrado inqualificabile raggiunto dai giardini di piazza Vittorio dove regnano, impuniti, gli immigrati dell’Est, sempre ubriachi e dediti allo scippo».
Dal Rione Monti la richiesta più forte è quella della Zona a traffico limitato (dalle ore 10 alle ore 18) per frenare le invasioni di furgoni, oltre alla creazione di nuovi parcheggi utilizzando la caserma in disuso di via Labicana.
«Abbiamo fatto questa proposta sia al Comune, sia al I Municipio, sia al Ministero della Difesa ma è rimasta inascoltata - ha spiegato Federico Fiorucci, presidente del Comitato Rione Monti - chiediamo un incontro e un tavolo di concertazione perché non si può trascurare che siamo al centro di Roma».
Ma il Presidente del Comitato Difesa Esquilino sottolinea l’urgenza di controlli più efficaci nelle otto erboristerie cinesi della zona dove «si vendono farmaci provenienti dalla Cina e si trovano strumenti per praticare l’aborto. Nelle farmacie del quartiere - ha concluso Caratelli - è emersa, inoltre, una preoccupante vendita di farmaci contro la scabbia e la malaria».
In piazza Vittorio sorgerà un palazzo di vetro che diventerà sede degli uffici Empam ma i cittadini avrebbero preferito «un rispetto dei canoni dell’architettura umbertina e un rilancio, soprattutto ai piani bassi, di attività commerciali tradizionali».
«È una grande occasione mancata - ha detto a questo proposito Federico Mollicone, capogruppo di Alleanza nazionale in I Municipio - perché il commercio tradizionale sarebbe stato un segno di difesa della residenzialità e della tradizione del rione storico».