Veltroni: "Riforme in un anno"

Il leader del Pd: "E' necessario riscrivere le regole del gioco. Noi siamo disposti a farlo". Poi aggiunge: ""Si vada a votare dando almeno al paese una nuova legge elettorale"

Firenze - "E' necessario riscrivere le regole del gioco. Noi siamo disposti a farlo", dice invece il leader del Pd, Walter Veltroni, a Firenze, aggiungendo: "Siamo convinti che sia possibile prendere 8-10 mesi, forse un anno, per avviare la stagione delle riforme: cambiare la legge elettorale, i regolamenti parlamentari, dimezzare il numero dei parlamentari". Il cambiamento si potrebbe attuare, secondo Veltroni, in 12 mesi, andando a votare nella primavera del 2009. "Il Paese non vuole la soluzione della rottura, che piace di più, ma lascerebbe per il futuro una soluzione pasticciata". Per questo "invito tutti alla responsabilità nazionale, faccio un appello sincero al senso di responsabilità nazionale di tutte le forze politiche, nell'interesse del paese".
Una strada che appare stretta, questa, che significa intesa fra i Poli, sbarrata almeno per ora soprattutto dai no che arrivano da Berlusconi, fini, Bossi. E Walter rilancia una subordinata che comunque rinvierebbe il ritorno alle urne chiesto a gran voce dal centrodestra ma anche da chi ha votato nel centrosinistra la sfiducia al governo Prodi, facendolo cadere: "Si vada a votare dando almeno al paese una nuova legge elettorale".

"Mastella e Bossi assieme? Film già visto" Nel centrodestra "si sta facendo lo schieramento di tutti, tutti insieme: Mastella, la signora Mussolini, Storace, Fini, Berlusconi e Bossi. E' un film che abbiamo già visto molte volte in questi 15 anni ma gli italiani non lo vogliono più vedere", ha polemizzato Veltroni, anche lui, almeno stando a questa dichiarazione, di fatto già in campagna elettorale.

"Cdl in vantaggio? Non credo" "Sul Corsera ho visto un sondaggio che dice che in questo momento la CdL è avanti. Ma sulla base di una serie di condizioni, probabilmente già oggi questo vantaggio è capovolto". Veltroni esorcizza i sondaggi negativi per il Pd e per quel che resta del centrosinistra. "Ho conosciuto tante persone convinte di aver già vinto a tre mesi dal voto - dice - che stappavano champagne in Senato e poi sono rimaste basite. Sconsiglierei un ricorso così frettoloso ad elezioni anticipate solo perché la vittoria é sicura. Aspettino due mesi: una vittoria non si consuma in due mesi e se si consuma significa che è una cosa effimera".

"Se la democrazia non decide va in crisi" Se una democrazia non è in grado di decidere "entra in crisi, e l'Italia è una democrazia nella quale viene negato il diritto di decidere...". Per Veltroninegare il diritto di decidere "significa avere istituzioni paralizzate dai veti e logorate da mediazioni esasperanti. Basta con la contrapposizione e l'odio di cui si è alimentata per 15 anni la politica italiana". Veltroni ricorda che Moro e Berlinguer erano avversari ma "sapevano che c'era qualcosa di più importante" e le generazioni che li avevano preceduti "lo avevamo imparato durante la Resistenza, quando avevano combattuto insieme per la libertà". Sapevano, ha detto Veltroni, "che prima veniva l'Italia, in qualche caso anche prima della loro vita".