Veltroni: "Riforme costituzionali insieme"

Il leader del Pd parla dopo 40 minuti di incontro con Berlusconi: "Niente conflitti, il Paese non può permetterseli. Servono anche interventi sul piano sociale, per rilanciare i salari". E sulla tv: "Fuori i partiti dalla Rai". Di Pietro attacca il leader del Pd, l'ira della sinistra massimalista

Roma - Quaranta minuti faccia a faccia. Il leader dell'opposione sale a Palazzo Chigi per un colloquio di inizio legislatura con il premier. Tema: riforme istituzionali e ricette per risollevare l'economia. Walter Veltroni e Silvio Berlusconi si parlano a porte chiuse, poi è lo stesso leader del Pd a riferire del vertice: "Questo è il primo colloquio e ce ne saranno altri" è l'esordio. "È normale che si cerchi la covergenza sulle regole del gioco e al tempo stesso ci sia il confronto più aspro e serrato necessario sui programmi" ribadisce Veltroni dopo il colloquio. "C'è bisogno di agire subito sul fronte delle riforme istituzionali perché il Paese ha bisogno di andare più veloce e non si può permettere un conflitto. C’è urgenza di riforme istituzionali da fare insieme. Lo avrei fatto se fossi stato al governo e lo faccio stando all’opposizione". Il segretario del Pd ha aggiunto: "Siamo d’accordo sul ripartire dal pacchetto di riforme presentato nella scorsa legislatura".

Ripartire dal pacchetto Violante Veltroni ha sottolineato la necessità di fare "alcune cose profondamente innovative come la riduzione del numero dei parlamentari e avere una sola Camera che fa le leggi". "Sono urgenti le riforme istituzionali e vanno fatte insieme - ha sostenuto il leader del Pd - lo avrei fatto se fossi stato capo del governo, lo faccio da leader dell’opposizione". "Ho detto a Berlusconi - ha proseguito - che si deve ricominciare da subito perché il paese ha bisogno di andare più veloce". Si ripartirà, ha spiegato, dal pacchetto di riforme che era stato licenziato dalla Commissione affari costituzionali nella scorsa legislatura, il pacchetto Violante. Perché, ha detto Veltroni, "quel testo aveva già ottenuto un largo consenso da una parte e dall’altra".

Sbarramento per le europee La legge elettorale per le europee va cambiata, alzando la soglia di sbarramento, ma non va "impedito a quelle forze politiche che non sono rappresentate nel parlamento italiano di essere presenti a Strasburgo". Lo dice il segretario del Pd, secondo cui una soglia di sbarramento al 5% è troppo alta. Veltroni ha spiegato che alzare la soglia sbarramento "è giusto per rimettere la legge italiana in linea con gli altri paesi europei. Ma non considero giusta una soglia al 5% - ha aggiunto - che avrebbe un effetto diverso".

Urgenze sociali E poi i temi sociali. "Ci attendiamo dal governo il più presto possibile risposte in parlamento alle urgenze sociali - afferma Veltroni nel corso della conferenza stampa -. Ho ribadito a Berlusconi che in Italia c’è un’emergenza e si chiama condizione di vita degli italiani, dei precari, delle famiglie e dei pensionati". A chi gli chiede del possibile taglio dell'Ici sulla prima casa da parte dell'esecutivo il leader del Pd risponde così: "Quello che farà il consiglio dei ministri lo vedremo e vedremo anche la copertura, ma io penso che se ci sono le risorse la principale urgenza del paese è l’aumento dei salari".

Capitolo Rai Durante il colloquio si è parlato anche della tv di Stato: "Abbiamo sfiorato l’argomento, io ho ribadito l’esigenza di una nuova normativa perché quella attuale è complicata e discutibile. Per me una nuova norma deve andare nella direzione della fuoriuscita dei partiti dalla Rai. Auspico che il nuovo Cda sia nominato con una nuova norma. Questa è una di quelle materie su cui ci sono stati grandissimi problemi".

Alitalia "Questo è uno dei temi su cui ci sarà confronto e conflitto in parlamento - annuncia Veltroni -. Io continuo a pensare che aver fatto andar via Air France e annunciato cordate che non si sono viste sia stato un grave errore e ora mi auguro una soluzione che salvaguardi la compagnia di bandiera e migliaia di posti di lavoro".

Gasparri: "Incontro in linea col dialogo" E se Silvio Berlusconi non parla... "volevo solo salutarvi, ho dato proibizione a tutti i ministri di parlare per strada e quindi a voi non resta che cambiare mestiere...", dice ai cronisti, Maurizio Gasparri presidente dei senatori del Pdl commenta positivamente: "Un incontro coerente con la linea aperta al dialogo ed al confronto avviata in Parlamento". "Pur nella diversità delle posizioni - aggiunge - si apre un momento positivo che consentirà un utile confronto sui temi posti nell’agenda del governo. Nello specifico, sulla questione delle riforme istituzionali c’è già una base condivisa sulla quale si può continuare a lavorare. Quanto alla legge elettorale per le europee, è evidente che si dovrà comunque modificare la legge per evitare la frammentazione della rappresentanza".

Di Pietro attacca "Per noi dell’Italia dei Valori l’opposizione si fa in Parlamento e non fuori...". Antonio Di Pietro prende ancora una volta le distanze dal leader del Pd. "Nè a decidere può essere solo una parte dell’opposizione. Comunque - prosegue - assistiamo indifferenti a questi incontri e aspettiamo che tutte le forze politiche vengano a confrontarsi sui vari temi nelle sedi istituzionali".

L'ira della sinistra massimalista "L’inciucio tra Veltroni e Berlusconi è una sorta di colpo di stato perché espropria il Parlamento, l’unico deputato a discutere scelte politiche e riforme istituzionali", attacca Manuela Palermi, Pdci. "Ma, nel silenzio del Parlamento, e dei presidenti di Camera e Senato, Pd e Pdl hanno deciso di decidere in due i destini della Repubblica, ignorando che in Parlamento siedono anche Idv, Udc e Lega. Rivolgo un appello al presidente Napolitano fiduciosa che non assisterà inerte a comportamenti così gravi e farà sentire la sua voce".

E per l’esponente del Prc Paolo Ferrero è in atto un "attacco alla democrazia che non si era mai visto prima". L’ex ministro della Solidarietà Sociale sottolinea che "al centro dell’incontro c’era il metter lo sbarramento per le europee, in una tornata elettorale dove non c’è nessun problema di governabilità. Mettere questo punto oggi come problema politico centrale - ha proseguito Ferrero - significa che i due partiti maggiori sono d’accordo per far fuori i partiti più piccoli, a sinistra sicuramente ma anche a destra". "Altro che legge truffa che dava un premio di maggioranza - ha detto ancora l’ex ministro - qui siamo a un attacco alla democrazia e alla rappresentanza politica della sinistra. Ed è Veltroni che lo sta guidando, perchè per poter non fare opposizione a Berlusconi senza perdere voti, ha bisogno che non esista più la sinistra, così può fare quello che vuole in termini consociativi".