Veltroni rischia di perdere le primarie dello Strega

Accidenti, adesso Veltroni, dopo le delusioni in politica, rischia di perdere le primarie del premio Strega. Come ha raccontato Luigi Mascheroni sul Giornale di lunedì, la notizia della sua candidatura gira da parecchio tempo, ovviamente sempre smentita dal diretto interessato e da Rizzoli. Ecco le parole del direttore editoriale Paolo Zaninoni: «Rizzoli non ha ancora deciso se partecipare al premio Strega 2010 e, tanto meno, ha discusso, fatto scelte o addirittura sondaggi su possibili candidati».
Difficile che Rizzoli non partecipi al più salottiero dei premi letterari, quello che muove il maggior numero di copie in libreria. Comunque sia l’ultima fatica di Walter, Noi, non sfigurerebbe. Il romanzo è stato tra l’altro lanciato da Gianni Riotta, direttore del Sole-24 ore, con una recensione che ne metteva in luce i pregi, ad esempio il ritratto di una «Italia allegra e scanzonata», in cui compaiono i tratti peculiari della sinistra di Veltroni, «una sinistra del buon senso, della mano aperta, che veda in una pubblicità un sorriso e non la mano del demonio, nella famiglia un calore e non oppressione ratzingeriana, nella memoria simpatia e non manovra massonica». Una sinistra, per inciso, massacrata in cabina elettorale dagli italiani.
Di solito le grandi manovre editoriali per lo Strega, incluse le polemiche sulle tradizionali pastette, partono con qualche mese d’anticipo, ma questa volta si è battuto ogni record: a Veltroni hanno fatto prendere una bella rincorsa, la cerimonia di consegna è prevista per luglio 2010. Allora per quale motivo già se ne discute? Semplice: per bruciare la eventuale candidatura. Ed ecco ieri i primi segnali che Veltroni, nel caso scendesse in campo, dovrà rassegnarsi a fare le primarie. Emanuele Trevi, critico, ha un romanzo in uscita proprio per Rizzoli a febbraio e consegna queste dichiarazioni alla Stampa di Torino: «Se fossi nei panni della casa editrice punterei su un libro più ricercato, magari per cambiare marcia». Il capolavoro «ricercato» perfetto per «cambiare marcia» non c’è ancora ma sta per arrivare, finalmente. Lo ha scritto... Emanuele Trevi, il quale aggiunge: «Con tutto il rispetto per Veltroni e la Rizzoli, penso che farebbero bene a portare me allo Strega».
Si avverte un filo di snobismo verso Noi. Però a giudizio della critica, che qualcuno potrebbe ritenere un po’ ossequiosa, la prosa di Veltroni è entusiasmante. Non per niente, nel corso del tempo, è stata paragonata a quella di: Pirandello, Conrad, Calvino, McEwan, García Márquez, Henry James e Leopardi. Lui, forse imbarazzato, precisò in un’intervista a Concita De Gregorio: «Non sono uno scrittore, sono uno che scrive, è diverso». E ora sotto con le primarie dello Strega.