Veltroni risparmia sui manager

Il Comune di Roma si appresta a «rimodulare i compensi degli amministratori delle società partecipate, seguendo il criterio del rigore e del merito. Secondo una prima stima, in questo modo il costo per le aziende comunali si ridurrà complessivamente di circa 500mila euro all’anno».
Lo ha dichiarato il sindaco Veltroni, annunciando per mercoledì l’esame della delibera che fissa nuovi parametri di calcolo per determinare le retribuzioni dei vertici delle aziende del Gruppo Comune di Roma, in attuazione delle disposizioni introdotte dalla finanziaria 2007 tese al contenimento della spesa pubblica. «Questa delibera - spiega Veltroni - contiene da un lato il segno del rigore legato all’applicazione obbligatoria di una nuova normativa introdotta dall’ultima Finanziaria e dall’altro il segno dell’innovazione, perché introduce un nuovo sistema che ancora lo stipendio degli amministratori delle aziende pubbliche alla loro capacità di raggiungere obiettivi di miglioramento della gestione aziendale e del servizio offerto».
«Roma - aggiunge Veltroni - è il primo comune italiano ad applicare una normativa rigorosa sul contenimento delle indennità che spettano agli amministratori di aziende pubbliche, e lo fa, una volta ancora, raccogliendo la sfida della trasparenza e della modernità delle regole».
«Per la prima volta - conclude il sindaco - si introduce nel sistema retributivo degli amministratori di aziende pubbliche un meccanismo di incentivazione legato ai risultati raggiunti e che rende la retribuzione dei manager variabile in relazione ad una valutazione oggettiva del loro lavoro e del loro merito, misurata in base alla qualità del servizio e ai margini economici dell’azienda. Oltre ad applicare la legge nazionale, il Comune vuole introdurre una nuova filosofia, che premia o punisce i manager delle aziende pubbliche romane a seconda della capacità di perseguire il miglioramento della gestione dell’azienda di cui hanno la responsabilità».