Veltroni ritorna, ma non da sindaco

Dopo le due settimane nell’esclusivo resort delle Maldive, trascorse - dal 31 luglio al 14 agosto scorsi - tra bagni, sole e partite a calciobalilla e basket. Dopo le puntatine sulla spiaggia di Sabaudia degli ultimi giorni, e a Fondi per il dibattito pubblico sull’amore con il fondatore della comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, martedì era arrivato l’annuncio dell’ufficio stampa del Campidoglio: «Anche per Walter Veltroni le vacanze sono terminate. Da domani mattina - ieri, ndr - il primo cittadino rientrerà al lavoro» nel suo studio con vista sui Fori Imperiali. Al suo lavoro di sindaco di Roma, sembrava sottinteso.
Ma almeno a giudicare dall’andamento della sua prima giornata «operativa», le ferie da amministratore capitolino sono durate un giorno in più. E se le premesse sono quelle di ieri, per i cittadini che non gradiscono un primo cittadino a mezzo servizio non c’è troppo da stare allegri. Infatti dopo essere arrivato (abbronzatissimo) in Campidoglio alle 9, Veltroni ha sì avuto una «serie di incontri con il suo staff per fare il punto dell’attività amministrativa», ma poi fino a sera si è dedicato interamente a quella che sarà sempre più la sua principale occupazione: quella di candidato alla segreteria del Partito democratico. Così, alle 10 Walter ha avuto un summit con l’esponente della Margherita Ermete Realacci, con cui ha chiuso l’accordo sulla lista ambientalista che lo affiancherà alla guida del Pd e di cui faranno parte Edo Ronchi e Giovanna Melandri. Alle 13 nell’ufficio del sindaco è salito il senatore diessino Goffredo Bettini. Dopo un’ora di colloquio, alle 14, i due sono stati raggiunti dal ministro della Pubblica istruzione, Beppe Fioroni (Dl) «per fare il punto della situazione». Congedati i primi ospiti intorno alle 15, Veltroni si è preparato ad accogliere il leader della Quercia Piero Fassino, che è arrivato in Campidoglio alle 17, uscendo dallo studio del sindaco dopo mezz’ora. «Abbiamo solo fatto un giro d’orizzonte - ha spiegato Fassino al termine dell’incontro - in vista della ripresa dei lavori». E tutto lascia supporre che non si riferisse ai lavori per Roma. Dopo Fassino è stata la volta, nel tardo pomeriggio, del senatore ulivista Tiziano Treu.
Nei «ritagli di tempo», Veltroni è riuscito anche a infilare una «lettera aperta» (pubblicata su internet) ai presidenti dei «comitati Veltroni» e ai segretari di Margherita, Francesco Rutelli, e Ds, Piero Fassino (ma non si erano appena visti?), contro le logiche spartitorie, e in cui annuncia per i prossimi giorni l’indicazione di «un’ampia rosa di centinaia di nomi di personalità che rappresentino le qualità migliori della società italiana». Ovviamente in vista delle primarie del Pd del 14 ottobre. Per oggi infine, è già in rampa di lancio un’altra lettera aperta rivolta a tutti gli altri candidati alla leadership. E Roma? E i temi di attualità cittadina (come ad esempio la moschea in costruzione all’Esquilino)? Non una parola, almeno in via ufficiale. E l’impressione è che nei prossimi giorni, mesi, forse anni, la situazione non migliorerà affatto.