Veltroni sceglie il matematico che sui cristiani dà i numeri

Tutte le religioni sono soltanto balle per minorati mentali. Il cristianesimo, in particolare, è una fede per «letterali cretini». L’ebraismo, poi, è semplicemente la pretesa di stabilire su basi teologiche il diritto al possesso di una terra e alla costruzione di uno «stato fascista» come quello di Israele. Parola di uno squisito intellò progressista, il professor Piergiorgio Odifreddi, prestigioso matematico, nonché grande firma di la Repubblica, ma a tempo perso anche storico e critico della religione universale. Il quale, dopo aver illustrato le sue idee in rebus theologicis in innumerevoli articoli e interviste, le ha recentemente rilanciate in un pamphlet intitolato Perché non possiamo essere cristiani. Dove però, dopo aver a lungo tentato di dimostrare che la fede ebraica e la fede cristiana sono inconciliabili con lo spirito scientifico e i valori democratici, evita accuratamente di dedicare una sola osservazione critica alla religione musulmana. Che delle tre religioni è proprio quella che ha più gravemente ostacolato, nei paesi in cui si è affermata, sia lo sviluppo scientifico e tecnico sia l’avvento della democrazia. Eppure è proprio a questo intrepido scodellatore di trivialità ideologiche che Walter Veltroni ha assegnato la carica ufficiale di «curatore scientifico» dell’ultimo grande «evento» promosso dal Comune di Roma.
L’evento è ovviamente quel Festival della Matematica che si è inaugurato a Roma presso l’Auditorium del Parco della Musica: una vanagloriosa kermesse che fin dal titolo – La bellezza dei numeri e i numeri della bellezza – rivela la sua natura di pagliacciata. Il suo programma ha già suscitato fra l’altro lo sdegno di uno studioso serio come Giorgio Israel, docente di Storia delle matematiche all’università La Sapienza, che in un’intervista al Velino ha definito questa manifestazione «una sceneggiata da avanspettacolo senza alcun costrutto scientifico». «A che titolo – ha poi osservato – è presente Dario Fo? E che c’entra Serena Dandini? Ma si sa che appartengono entrambi al giro politico del curatore. Il che spiega anche l’ennesimo riciclaggio di un film di Mario Martone, Morte di un matematico napoletano, dove di matematica non si parla affatto». Israel trova infine assurdo amche lo show della prevista competizione scacchistica tra il campione Spassky e quindici matematici «che verranno – egli prevede – inesorabilmente sconfitti. Quale vantaggio scientifico potrà trarne un ragazzo che assista a una buffonata come questa?».
Qualcuno intanto, ricordando che Walter Veltroni, quando presenziò in San Pietro alla canonizzazione di Escrivà de Balaguer, fu deriso e sbeffeggiato da Odifreddi come un leccapiedi genuflesso davanti alle gerarchie vaticane, si chiede se la sua scelta di affidare proprio a lui la cura di questo Festival non abbia il valore di una resa al potere della nota lobby laiconiana. Quelle fondata dal cittadino Scalfari.
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