Veltroni: se il Pd si divide è un suicidio politico

Il leader del Pd dopo la riunione con il Pse: "Io cerco di tenere insieme e di
estendere il consenso. L’obiettivo è quello
di portare il Pd insieme nel parlamento europeo&quot;. Ma l'area cattolica non vuole saperne e si fa strada l'ipotesi di una scissione. <strong><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani">Liti dentro al Pd: di' la tua</a></strong><br />

Napoli - Il Pd è alla disperata ricerca di una collocazione in Europa, dove sono due le grandi famiglie politiche: i socialisti, da un lato, i popolari dall'altro. Visto che il partito di Veltroni non può sedersi, a Strasburgo, accanto agli uomini del Pdl, sembrerebbe scontata l'adesione al Partito socialista europeo. Sembrerebbe, appunto, ma la questione è molto più complessa. L'anima cattolica del Pd - quella proveniente dalla Margherita - non ne vuole sapere di andare a braccetto con Zapatero. Dunque la grana è tutt'altro che semplice da risolvere. All'orizzonte c'è anche il rischio di una scissione, un ritorno alle origini con le due componenti, i Ds e la Margherita, che andrebbero ognuna per la propria strada. Ma Veltroni non vuole neanche sentirne parlare. Ipotizza (o sogna) uno scenario politico che, a livello europeo, riconosca "le caratteristiche, l’identità e l’originalità dell’esperienza del Pd". In altre parole: nessuna divisione tra i gruppi, ma "tutti insieme" al parlamento di Straburgo. In quale gruppo? Si vedrà.

Veltroni fa il pompiere "Io cerco di tenere insieme e di estendere il consenso, che in un anno è già cresciuto enormemente, siamo riusciti a farlo perché abbiamo affermato un’identità in cui convergono culture diverse, l’idea di tornare indietro è plausibile, ma per me è suicida". Durante la conferenza stampa con Martin Schultz, dopo la riunione del gruppo del Pse, il leader del Pd risponde così a chi gli chiede un commento all’editoriale di Famiglia Cristiana, che ipotizza una scissione della componente cattolica. "Non so di cosa si parli ma va bene che ci siano osservazioni contrapposte. C’è chi dice che siamo troppo attenti e chi dice il contrario. Quando si è un grande partito questo è inevitabile, ma non ho visto in questi giorni nessuna posizione simile a quella di quell’editoriale, più politico che pastorale".

Culture diverse Tornando al ragionamento sul futuro del proprio partito il leader del Pd aggiunge: "La bellezza della nostra esperienza è la capacità di far convivere" culture diverse, e insiste "io voglio andare avanti con questa fusione, so che non è semplice ma è la strada giusta e che non serviranno anni per riaprire la sfida con la destra".

Ipotesi congresso "Se fosse messa in discussione l’idea di fondo del Pd e si volesse tornare a Ds, Dl e a 14 mila componenti, allora sì si dovrebbe fare un congresso". Non usa mezzi termini Veltroni, che subito rincara la dose: "Se ogni volta che ci sono opinioni diverse - afferma Veltroni - si dovesse fare un congresso, allora sarebbe un congresso quotidiano. Ma il congresso andrebbe fatto se fosse in gioco la questione di fondo. A me - avverte Veltroni - non si può chiedere nient’altro se non di fare il segretario del Pd. Se invece si tornasse indietro, allora si dovrebbe fare il congresso".