Veltroni «sente» che vincerà le elezioni. Prima o poi...

L’ha letto nella sua pacata sfera di cristallo (ma anche di vetro per non sembrare troppo chic): il futuro arride al Piddì. Veltroni (nella foto) veste la tunica del Mago Walter e si getta in predizioni e prestidigitazioni: «Noi vinceremo le prossime elezioni», ha vaticinato. Sarà che da ieri nell’oroscopo cinese siamo entrati nell’anno del bufalo e che la consorte del bovino è sempre merce gradita in casa democratica?
Insomma, se si guardano i sondaggi ci si dispera più di quando Di Caprio affonda in «Titanic»; se si guardano le amministrazioni inquisite «Non ci resta che piangere». Eppure per il cinefilo Veltroni «La vita è meravigliosa». «Vinceremo le prossime elezioni, quando esse siano». Ardito, il segretario. Al di là dei tempi, in un futuro lontano lontano, il centrosinistra vincerà. Ma le ultime amministrative in Abruzzo? Non erano state una sconfitta? E le Europee in programma in primavera? Lì magari si pareggia: 1 a 1, ics. Epperò Veltroni queste quisquilie se le scorda: sono voti risibili, come le amichevoli d’estate per le squadre di calcio. Contano solo le politiche. Lì si trionfa fisso perché «cresce la consapevolezza che è finito un ciclo e che l’Italia ha bisogno di un ciclo riformatore». O magari di un ciclostile, di un ciclope, di un cicloamatore? Ah no, il cicloamatore bolognese l’Italia l’ha già avuto nelle persona di Prodi e l’ha mandato in fuga.
Si aprirà «la stagione delle riforme», profetizza Walter mentre ridà la vista a un cieco e parla con il lupo di Assisi. Una stagione in cui è cambiato il vento. Perché Veltroni da paragnosta si tramuta in aruspice e meteorologo: lui sente che il clima è cambiato. No, non è che ha lasciato aperta la porta del Loft e sta buscando la pleurite! Lui sente che il termometro della politica italiana fa segnare un ribaltone, presto si vincerà. A occhio e croce, però, quel termometro deve segnare anche una bella febbre da cavallo.