«Veltroni sindaco? tasse più salate e minor sicurezza»

Francesco Giro, coordinatore regionale del Lazio e commissario di Roma di Forza Italia ha rivolto ai romani una lettera aperta sul modello Roma propagandato dal sindaco Veltroni. Ne pubblichiamo il testo integrale.
Il modello Roma che Veltroni vorrebbe esportare in Italia è un miscuglio di ambiguità, indecisione e di compromessi al ribasso per tenere unite, a Roma come altrove, maggioranze liquide, prive d’identità e variopinte, costruite per restare al potere e non per amministrare una Capitale. Se questa è la ricetta di Veltroni l’Italia rischia la retrocessione in serie C, in Europa e nel contesto internazionale. Mentre Veltroni sostiene che è necessario dotare l’Italia di infrastrutture moderne, a Roma si costruiscono palazzi e interi quartieri senza strade, fogne e luce. Quanto al modello economico Veltroni in questi anni ha governato con il modello Visco, aumentando le tasse a ripetizione, in cinque anni le entrate tributarie sono cresciute del 23,77% e la pressione fiscale, per abitante di Roma, è passata da 412 a 497 euro. Per l’addizionale Irpef i romani dovranno pagare quest’anno 114 milioni di euro; 72 milioni in più rispetto al 2006 di Tassa sui rifiuti per gli esercizi commerciali; 28,2 milioni in più rispetto al 2006 per le utenze domestiche; per un incasso totale annuo di 206 milioni dalle utenze domestiche e di 269 milioni dagli esercizi commerciali, 80 milioni di euro di conguaglio 2006 sempre sulla Tari; 212 milioni di euro dalle multe nel 2005 con un aumento annuo di 25 milioni di euro e una crescita del 52,95% in quattro anni. Anche l’abbattimento dell’Ici sulla prima casa è stato azzerato dall’aumento della stessa imposta sulla seconda casa e sulle aree fabbricabili con un aumento di gettito previsto del 9%; sono stati raddoppiati gli introiti dell’imposta sulla pubblicità; aumentati del 31% i proventi della Cosap e triplicati gli introiti per la Ztl e i parcometri, passati da 5,5 milioni a 15, 3 milioni di euro con 1 incasso pari al 178,18%. Giova ricordare che Roma, oltre alle tasse, riceve ancora, da otto anni, denaro pubblico dalla legge sul Giubileo del 1999, 275 milioni di euro annui. Ai quali si aggiungono 212,5 milioni di euro all’anno per gli anni 2007 e 2008 e 170 milioni per il 2009 provenienti dalla legge ordinaria su Roma Capitale. Al netto delle innumerevoli tasse e tributi speciali, il contributo per il Comune di Roma risulta per il 2007 e il 2008 di 487 milioni di euro. A fronte di questi introiti fiscali miliardari la qualità dei servizi pubblici locali di Roma, nel settore luce, acqua, gas e decoro urbano, sono stati bocciati clamorosamente dalla relazione dell’Authority comunale, presentata il 14 marzo del 2007, dove leggiamo, tra l’altro, che Roma ha una interruzione media annua del servizio elettrico di 60 minuti contro i 27 di Torino, i 34,5 di Milano e una media nazionale di 37 minuti che Roma supera due volte. Nel settore dei rifiuti a Roma l’88% finisce ancora nel vecchio sistema delle discariche a cielo aperto, contro una media nazionale del 57%, e la raccolta differenziata è pari solo al 10% contro una media nazionale del 23%. Un velo pietoso va steso sui servizi alle persone. Fallita l’assistenza domiciliare integrata per i malati non autosufficienti e gli anziani che devono essere ospedalizzati o accolti nelle Rsa, le residenze a lunga degenza la cui retta giornaliera a carico dei pazienti è aumentata in alcuni casi fino al 50%. Emergenza anche sul fronte della casa: 31mila famiglie romane sono ancora in attesa di un alloggio. Anche i bambini romani non hanno le tutele previste in tutte le capitali europei: 10mila bambini sono in lista d’attesa per un posto negli asili nido comunali. Roma non è una città sicura: i furti nei negozi sono aumentati nell’ultimo anno del 66%; gli atti di violenza sulla persona sono raddoppiati in 12 mesi; alcuni quartieri delle periferie e del centro storico di notte sono zone franche in mano agli spacciatori di droga, e Roma è diventata la capitale dello spaccio di cocaina e del degrado che l’uso delle droghe produce. Questo il modello di Walter Veltroni, un pessimo sindaco, un possibile premier che l’Italia non merita e non deve mai avere alla sua guida, pena la sua decadenza.