Veltroni sotto assedio attacca tutti. "Di Pietro ha rotto il patto"

Dalla Festa nazionale
del partito a Firenze, il leader Pd critica Parisi e chi cerca visibilità senza preoccuparsi "se il partito subisce danni". Poi dice. "Da noi niente colpi bassi contro Berlusconi"

Firenze - Il comizio no, anzi sì. Alla fine il segretario del Pd Walter Veltroni ha dovuto cedere al tradizionale intervento per rivolgersi ai delegati del Pd toscano nella giornata di chiusura della Festa nazionale del partito. Colpo di scena per difendersi dagli attacchi degli alleati (ultimo quello di ieri da parte dell'ulivista Parisi che l'ha bocciato promuovendo invece Berlusconi). Poi è stata la volta dell'intervista di chiusura con Enrico Mentana, formula innovativa preferita al tradizionale comizio finale.

"Di Pietro ha stacciato il patto con gli elettori" Così Veltroni è ancora andato all'attacco per difendersi. A tutto campo. L'accordo con l'Idv di Antonio Di Pietro per le elezioni di aprile era stato "voluto da tutti". L'ex pm "aveva sottoscritto il nostro programma e si era impegnata a fare un gruppo unico. Dopo l'elezioni è venuto da noi e ha detto no e, visto che mi fanno spesso lezione di coerenza, è giusto dire che Di Pietro ha tradito e stracciato quel patto preso con gli elettori", ha detto durante l'intervista con Enrico Mentana.

"Basta psicodrammi, impariamo dalla destra" "Alla destra invidio il fatto che quando perde non comincia una cosa devastante, ma si rimbocca le maniche e torna a vincere. E' l'unica cosa che vorrei guardassimo con interesse, mettendo fine a quell'infinito psicodramma che c'é nel centrosinistra dopo le sconfitte", ha confessato Walter. "Do per scontato questo clima ma ora bisogna cominciare una fase nuova, e ci vuole tempo, come per tutte le grandi svolte. Non si affrontano gli 800 metri con il fiato dei cento".

"Niente colpi bassi contro Berlusconi" "Invece di usare un linguaggio poco consono per un premier, Berlusconi dovrebbe riconoscere che l'opposizione non ha usato colpi bassi contro di lui. Noi vogliamo vincere non a colpi bassi, ma a viso aperto". E' la critica che il segretario del Pd, Walter Veltroni, rivolge al presidente del Consiglio. Veltroni però critica "un opprimente pensiero unico" che gira soprattutto nei media: "Forse in passato non avevo capito che c'era un pensiero unico di sinistra, ma ora ho l'impressione che cominci ad affermarsi una specie di opprimente pensiero unico, ma noi dobbiamo avere il coraggio di andare controcorrente".

"Paese malato" L'Italia è in questo momento un Paese "ammalato" in modo così grave quanto "mai è stato ammalato nella sua storia". Secondo il leader del Pd, però, il governo Berlusconi continua a parlare di tutto "meno che del problema che riguarda le case di 60 milioni di italiani, ossia come arrivare a fine mese". Per il leader del Pd, infatti, il governo italiano, davanti alla crisi internazionale, "fa il contrario di tutto quello che viene fatto negli altri Paesi" per risolvere i problemi dell'inflazione e del rincaro dei generi di prima necessità, dal pane all'energia fino alla benzina.

"Alitalia, Spinetta un genio, Passera e Colaninno bravi" "Vorrei stringere la mano a Spinetta, che è un genio, così come Passera e Colaninno sono bravi perché fanno gli imprenditori. Il problema è che sono in discussione gli interessi del Paese". E' il riconoscimento che il segretario del Pd fa al vertice di Air France e ai manager italiani che gestiscono l'operazione Alitalia, distinguendo però le responsabilità del governo. "Spinetta - ha affermato Veltroni - con Prodi aveva degli oneri. Poi ha sentito Berlusconi in campagna elettorale e ora si trova in una condizione meravigliosa senza oneri, senza il problema degli esuberi. Finiranno per dare gratis Alitalia agli stranieri". Il leader del Pd non se la prende neanche con gli imprenditori italiani: "Fanno il loro lavoro di imprenditori, non mi sono permesso di dire loro che cosa devono fare anche se gli interessi del Paese sono in discussione". Quanto ad un eventuale imbarazzo di Matteo Colaninno, Veltroni dice di avergli detto: "Stai tranquillo e vai avanti".

Il comizio "improvvisato" Prima dell'intervista di chiusura, Veltroni ha ammesso, salendo sul palco dopo aver ascoltato per due ore gli interventi dei delegati toscani, imbarazzo perché "non vorrei ripetere a voi cose che dirò oggi pomeriggio". Ma poi il ruolo da capo del partito lo ha portato a parlare, spronando e dando la linea ai delegati e ai militanti, per circa 50 minuti. E lo fa per puntare il dito contro i propri "compagni" di viaggio che in questi giorni stanno attaccando la sua segreteria. "Alcuni dirigenti del partito, li chiamo così perché credo che sul loro biglietto di visita ci sia scritto questo - ha attaccato il leader democratico - hanno capito che il modo migliore per andare sui giornali è sparare bordate in tutte le occasioni possibili".

L'attacco al governo "La mia opinione è che siamo in un paese senza guida e cioè senza chi sappia leggere le contraddizioni del paese", ha continuato il segretario del Pd avvertendo che, "quando si spegneranno i fuochi d’artificio, si vedrà un paesaggio di macerie". Da l'importanza del ruolo giocato sai democratici. E l'avvertimento: "Nel giorno in cui il Pd dovesse fallire si aprirebbe una diaspora delle forze di centrosinistra difficilmente conciliabile". Secondo Veltroni, infatti, il Pd ha "cominciato una navigazione complicata, affascinante e che non ha alternative". La volontà di esserci e di costruire il partito, prosegue Veltroni, è testimoniata anche dalle tante feste che si sono fatte in giro per l’Italia: "Abbiamo lasciato democraticamente che i territori decidessero come chiamare le feste e comunque tutte sono state sempre nel segno della novità. E non è vero che abbiamo fatto meno feste dell’anno scorso, anzi forse ne abbiamo fatte pure di piu".

Bindi: "Servono meno polemiche" Polemica su polemica. E il Pd traballa. "Nel Partito democratico, servono meno polemiche, più concertazione e più unione tra di noi". Anche Rosy Bindi segue la linea di Veltroni rispondendo a tono ai giornalisti a proposito delle polemiche che dal palco del Pd alcuni dirigenti hanno fatto contro i vertici del Partito. "Voglio sperare che i dirigenti" parlino "non solo per andare sui giornali", ha aggiunto ricordando poi le parole che poco prima Walter Veltroni aveva detto dal palco del Pd, "non stiamo correndo per i cento metri ma vogliamo vincere la maratona e, quindi, dobbiamo prendere quel passo e tutti insieme". Secondo la Bindi, il centrosinistra "fa sempre molta fatica a metabolizzare le sconfitte" così come fa "sempre tanta fatica a valorizzare i risultati e le vittorie".

La replica di Monaco "Veltroni lamenta che si discuta sui giornali. Dove altrimenti farlo, dopo che si è esautorata l’assemblea nazionale degli eletti alle primarie, si è nominata dall’alto una direzione lottizzata tra i capi corrente, si sono escluse personalità di primo piano dal coordinamento nazionale, si è rifiutato il congresso, si sono nominati i parlamentari eliminando quelli scomodi?". Stizzita e immediata la replica di Franco Monaco, esponente ulivista del Pd, che accusa apertamente il leader del partito: "In un partito che si chiama democratico e non si sa chi e dove prenda le decisioni - aggiunge - ci si dica almeno dove è permesso discutere. Forse la chiave sta nelle parole aggiunte da Veltroni: in Europa vincono i partiti che hanno meno vita democratica interna".

Bondi: il Pd faccia scelte coraggiose "Soltanto una scelta coraggiosa oggi, soltanto un sacrificio necessario oggi, in termini dei consensi, può sbloccare la situazione e consentire alla sinistra un successo domani, una ritrovata credibilità nel futuro". E' l'invito del ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, al leader del Pd Walter Veltroni, fatto dalla rubrica del 'Tempo' che curerà personalmente dal numero in edicola domani e che avrà cadenza settimanale. Bondi dà al numero uno dei democratici un "consiglio amichevole: meglio riconoscere ora i meriti del governo su alcune riforme indispensabili e giuste, piuttosto che inseguire Di Pietro sulla base di un'opposizione che può dare coraggio ai propri militanti ma che è destinata a perpetuare la crisi della sinistra".

Gasparri: "Veltroni? Lo stanno cacciando" "Stiamo assistendo alla lenta agonia di Veltroni. Lo stanno cacciando. Ci metteranno un po' perché non hanno ancora deciso chi mettere al suo posto, ma è un leader virtuale". Dalla festa di Alleanza Nazionale a Mirabello il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri attacca il leader del Pd dopo le critiche che gli sono arrivate da Arturo Parisi dal palco della Festa democratica di Firenze. "Parisi lo ha criticato a chiare note - osserva Gasparri - ma non è l'unico e anche D'Alema leggendo tra le righe delle sue affermazioni non è stato generoso, quindi credo che alla fine finirà per andare in Africa come aveva annunciato". Poi, rispondendo alle domande dei cronisti, Gasparri non si sottrae alla replica a proposito dell'ironia di Veltroni che citando la fila che gli americani fanno per avere la t-shirt di Obama si era scherzosamente chiesto come immaginare la stessa cosa in Italia per Gasparri. "Io non faccio magliette con la mia faccia - replica Gasparri - ma non vorrei che la sua faccia finisse sulla carta igienica".