Veltroni, lo strano caso di un sindaco «da trasferta»

Eccola di nuovo, la «doppia identità» di Walter Veltroni. In Campidoglio, da primo cittadino, il sindaco capitolino fa diventare Roma l’ombelico del mondo politico, utilizzando le questioni cittadine per inserire, da segretario in pectore del Partito Democratico, temi nell’agenda nazionale. Così, l’emergenza droga a Trastevere diventa l’occasione per evidenziare l’importanza della «effettività della pena», proprio alla vigilia del viaggio in Calabria per la «giornata della legalità». Durante il tour elettorale per le piazze italiane invece, la prospettiva veltroniana si capovolge e la capitale diventa un esempio di «buona amministrazione» da esibire come un trofeo davanti alla platea del Pd.
Così ieri, intervistato dal direttore del Tg1, Gianni Riotta, alla festa dell’Unità di Bologna, Veltroni è tornato a esternare. «Noi facciamo i nostri interventi - ha commentato in merito all’affaire lavavetri - coi vigili urbani senza cambiare le leggi». E ancora: «Se la mia città cresce il doppio del Paese e ci sono diecimila posti in più negli asili, è perché da noi si fanno le cose». E pazienza per le liste di attesa chilometriche. Quindi sulla rappresentanza femminile: «Metà della mia giunta è composta da donne». Infine l’annuncio, sgradito per quei cittadini che non vogliono il sindaco part-time: «Ho sentito - risponde Walter a Riotta che gli chiede cosa accadrà dopo il 14 ottobre - che il sindaco di Parigi è il possibile leader del Pse. Berlusconi è stato presidente del Consiglio e presidente di Forza Italia. Fini è stato vicepresidente, ministro degli Esteri, presidente di An e per un periodo anche consigliere comunale a Roma. Insomma, «ce n’è di lavoro per tutti. Io mi sveglio alle 7 e fino alle 20,15 sto in ufficio. Finisco la giornata non vestito come Tony Manero - il John Travolta de «La febbre del sabato sera»: un riferimento ironico a Berlusconi che aveva affermato che per il doppio incarico «bisogna alzarsi alle 7, come me» - ma continuando a lavorare. Lo faccio con allegria perché per me è una meraviglia tutti i giorni». Chissà se è la stessa meraviglia dei romani, stressati quotidianamente da mille problemi.