Veltroni, ultimatum ai Radicali

Il leader Pd ipotizza un risultato
delle elezioni che vede Palazzo Madama
incapace di avere i numeri per fare le riforme. A Pannella: "Decidere entro oggi o siete fuori". Ripescato Lumia

Roma - "Se non realizzerò il programma, sarà colpa mia". Parlando alla platea di Confartigianato a Roma, Walter Veltroni promette un "Paese semplice", senza burocrazia, capace di creare - e di stare nel - libero mercato. Ma il leader del Partito democratico paventa un risultato eletorale che vede una delle due Camere, il Senato, incapace di avere i numeri per fare le riforme. "Diciamoci la verità - dice - sarà un testa a testa, ed è assai probabile che alla fine il Senato non sarà capace di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno".

Ultimatum ai Radicali "A questo punto siano i Radicali a dirci, entro il pomeriggio, se ritengono accettabili le nostre proposte, giudicate da tutti generosissime. Se non arriverà una risposta chiara, considereremo noi l’accordo impossibile. Perchè un accordo si deve fare in due e nessuno, tantomeno il Pd, ha la volontà di imporre nulla ad alcuno". Così il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, in una nota. "Un accordo - conclude - si deve fare in due e nessuno, tantomeno il Pd, ha la volontà di imporre nulla ad alcuno".

La risposta della Bonino "Chi ha rotto i termini dell’accordo non siamo stati noi. E chi ha cambiato idea dovrebbe assumersi la responsabilità di dirlo": così il ministro agli Affari europei, Emma Bonino, da Bruxelles è tornata sulla querelle tra Pd e Radicali. "L’iniziativa non violenta di Marco Pannella - ha affermato Bonino - altro non è che la richiesta che gli accordi fatti siano rispettati, oppure che si dica chiaramente che sono stati cambiati. Ci auguriamo - ha proseguito - che questo avvenga e che la situazione venga sanata. Stiamo lavorando con grande intensità".

Un'impresa al giorno "Un’impresa in un giorno" è l’impegno di Veltroni per snellire il fardello burocratico che affligge il Paese. "So la naturale diffidenza verso gli impegni presi nella campagna elettorale - spiega - ma io dico che lo Stato deve stare dalla parte di chi produce e mi impegno su un punto: un’impresa in un giorno". Il leader del Pd osserva che per realizzare questo obiettivo serve una grande semplificazione burocratica. "Dobbiamo riprogettare questo Paese e la mia ossessione è quella di fare un Paese semplice" perché, ora, "i cittadini che lavorano, che tirano su la saracinesca ogni mattina, hanno sulle spalle un gigantesco elefante". Veltroni chiede, quindi, un cambio anche di mentalità: "Non può esserci uno Stato prussiano quando si tratta di fare le cose, di avviare un’impresa e poi una volta che ci si è riusciti, lo Stato diventa, per così dire, allegro e fa i condoni".

Lo scatto in avanti Al Paese Veltroni fa una richiesta ben precisa: "Se il Paese non fa uno scatto in avanti va a gambe all’aria". Rivendicando la sua scelta di condurre la campagna elettorale senza i tradizionali toni di scontro, il leader del Pd depreca contro questa "guerra civile inventata solo per ragioni di tornaconto elettorale". Al Paese, invece, "serve uno scatto in avanti" per "tornare a crescere". Per farlo sono necessarie le riforme e Veltroni cita un esempio non lontano: quello della Gran Bretagna, governata da due partiti diversi ma che sono riusciti nell’arco di alcuni anni a mettere in campo le riforme necessarie. "Facciamo una sfida riformista - continua - come in Inghilterra hanno fatto la Thatcher e Tony Blair che pur agli estremi hanno cambiato la pelle al loro Paese".

Lumia, capolista al Senato in Sicilia "La battaglia contro le mafie, contro la criminalità organizzata, per la difesa della legalità, è al centro non solo del programma e della concreta azione del Partito democratico, ma della sua stessa identità". Per questo Veltroni ha deciso di candidare Bebbe Lumia capolista al Senato in Sicilia. "La lotta alla mafia è una concreta e difficile pratica, non è sufficiente legarla ad una persona - spiega il leader del Pd - è un impegno collettivo e di tutto il Partito democratico. La stessa scelta coraggiosa che Anna Finocchiaro ha fatto ne è la più evidente delle dimostrazioni". Veltroni aggiunge: "Sono convinto che contro la mafia sia indispensabile schierare e spendere tutte le migliori energie della società e delle istituzioni. Ho chiesto perciò al professor Ignazio Marino, candidato anche nel Lazio, di rinunciare alla sua doppia candidatura per far posto, come capolista al Senato in Sicilia, a Beppe Lumia. Il professor Marino, per la sua sensibilità e il suo amore per la Sicilia, ha accettato la mia proposta".

Il nodo Alitalia L'ex sindaco di Roma torna a parlare di Alitalia , un nodio che va trattato "con delicatezza", anche per evitare scossoni del titolo in Borsa. Un invito lanciato soprattutto al leader azzurro Silvio Berlusconi, che ieri ha corretto alcune sue precedenti dichiarazioni sul vettore italiano, in trattativa con i francesi per un piano d’integrazione. "Alitalia va trattata con delicatezza perché dire una cosa un giorno e la cosa contraria il giorno dopo crea problemi come abbiamo visto anche nella Borsa", ha detto Veltroni, senza mai citare il leader del Pdl. Ieri Berlusconi ha auspicato che anche con l’acquisizione da parte dei francesi Alitalia resti una compagnia di bandiera. Il giorno precedente, però, l’ex premier si era mostrato molto più critico, dicendo che avrebbe preferito una soluzione italiana per la compagnia, magari mettendo in piedi un consorzio di imprenditori. Le prime dichiarazioni del leader di centrodestra hanno fatto crollare in Borsa il titolo Alitalia. Su Malpensa Veltroni ha poi aggiunto: "L’Italia può avere due hub ma non è detto che Alitalia possa avere due hub. Bisogna permettere a Malpensa di averer le sue chance, di essere l’altro grande hub italiano".

Le quote rosa Il Pd porterà in Parlamento almeno il doppio delle donne rispetto alle attuali deputate e senatrici dei suoi gruppi. Una delle imprenditrici che ha posto delle domande a Veltroni si è detta delusa per le poche donne candidate nelle liste del Pd. Immediata la risposta di Veltroni: "Le nostre donne sono invece contentissime. In Parlamento erano 52, e se perdiamo, ipotesi che non prendo in considerazione, entreranno in Parlamento in 100, e se vinciamo saranno 130". "Vi assicuro - aggiunge l'ex sindaco di Roma sorridendo - che ho visto persone che hanno desiderato cambiare sesso per poter entrare".