VELTRONI, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO

Se va avanti di questo passo, ancora un po’ e tornerà a casa e chiamerà la moglie Michelle. E la figlia Milia. O Sasha. E quando gli faranno compilare il passaporto scriverà: residente alla Casa Bianca. Povero Veltroni: ormai la sua scimmiottatura di Obama ha raggiunto livelli quasi paradossali. Che ci volete fare? Non riuscendo ad avere un’idea, le importa d’oltreoceano manco fossero le sue amate Brook Brothers button down.

Adesso, per esempio, gli devono aver parlato della «greeneconomy», il piano ecologico per rilanciare l’economia. E lui, orecchiata la formuletta, la ripete in giro per l’Italia, trovando una certa corrispondenza, per altro, nei volti dei suoi elettori. Anch’essi infatti sono piuttosto verdi. Di rabbia. Waltergreen, infatti, tutto preso nella sua imitazione del presidente Usa, dimentica un piccolo particolare: Obama governa una superpotenza, lui non è in grado di governare nemmeno il suo partito. I consensi calano, il malcontento cresce.

C’è chi dice che se il centrosinistra perdesse le elezioni in Sardegna a metà febbraio, la sostituzione del segretario Pd potrebbesubire un'accelerata: Bersani (spalleggiato da D’Alema) è in agguato. D’altra parte, se il centrosinistra vincesse le elezioni in Sardegna a metà febbraio, per il segretario Pd potrebbe essere anche peggio: Soru, infatti, sfrutterebbe la vittoria per lanciargli la sfida sul terreno nazionale. Del resto,Soru non ha mica comprato l’Unità per avvolgerci il pesce: già oggi il quotidiano finanziato dal Pd è uno «dei più ostili al Pd sulla piazza», come scrive Europa, che per altro è l’altro quotidiano finanziato dal Pd. Come voi capite, accanto all’economia verde, fra i Democratici trionfa una celeste armonia.

A questo punto, per il suo futuro, Veltroni non sa nemmeno se in Sardegna sia meglio una sconfitta o un trionfo. Per togliersi d’imbarazzo è andato a far visita a Soru: ha detto che voleva dargli una mano. Ma a vincere o a perdere? Mentre le truppe s’interrogano, persino il mite Enrico Letta esce dall’ovatta e accusa Walter di essersi «inginocchiato» da Berlusconi. Frase quanto mai forte per l’ex enfant prodige, che sembra preludere anche a una sua possibile candidatura alla segreteria Pd. Ma sì, avanti un altro che c’è posto: tra un po’, in casa democratica, avranno più aspiranti leader che elettori.

Ma Veltroni ha la soluzione per tutto: la green economy. Bisogna capirlo: non potendo far piazza pulita, si accontenta di sognare le piazze pulite. Solo che così facendo va, in modo piuttosto sgangherato, all’attacco del governo. Dice che lo fa «impazzire l’assenza totale del premier». Per carità, sull’« impazzimento» non ci pronunciamo e sull’«assenza totale del premier» valuteranno i lettori. Noi ci limitiamo a ricordare che nel rapporto Eurispes pubblicato ieri c’è scritto che «il nostro Paese sta affrontando la tempesta senza subire danni irreparabili» grazie anche alle scelte «ragionevoli» del nostro governo. E che, sempre ieri, la responsabile di Standard&Poor’s, Maria Pierdicchi, intervistata dal nostro Giornale ha detto che l’agenzia sta abbassando il rating a quasi tutti i Paesi europei, dalla Spagna alla Grecia, dal Portogallo all’Irlanda, mentre tiene invariato quello dell’Italia. Stiamo meglio degli altri, insomma. E la stessa Pierdicchi definisce «prudente»e«ben accetta» la nostra manovra. Che avrà tanti difetti, ma un pregio: non parla troppo di «green», ma in compenso evita di lasciarci al verde.

Ora occorre che qualcuno glielo spieghi aWalter. Poveretto: l’avevamo perso di vista qualche settimana fa e non pensavamo fosse così confuso. Con la Cgil dura e pura di Epifani non sa che fare (un giorno l’attacca, l’altro torna indietro); con Di Pietro neppure; a Napoli non lo ascolta nessuno; a Firenze stentano a riprendersi dal bagno di ridicolo; continua a commissariare il partito in varie province e regioni (ormai ha in giro più commissari lui della Polizia); e appena ha riprovato a riprendere i comizi da Torino è stato accolto da bordate di fischi.

Non gli resta che continuare a sentirsi forte per interposto Obama. Probabilmente quando arriva a casa alla sera, Veltroni chiude gli occhi, respira profondo e zac si trasforma come un vampiro di Twilights: Bersani? Soru? Tutto sparito. Lui vive aWashington, parla con Hillary, fa la green economy e ricorda benissimo la sua infanzia a Honolulu. Nessuno lo svegli, per favore. È come una cura palliativa: se continua a credersi Barack, forse, riuscirà persino a essere felice quando si accorgerà che lo stanno facendo nero.